Marittimi sempre malati, ma era una truffa: il processo entra nel vivo

Tutti malati, ma solo nel periodo in cui le navi su cui lavoravano erano ferme e dunque per prendere l’indennità prevista dalla cassa marittima.

A distanza di circa dieci anni dai fatti è entrato nel vivo il processo denominato Ipsema e a testimoniare per oltre tre ore, ricostruendo nel dettaglio, la vicenda è stato un investigatore del Nucleo speciale d’intervento della Guardia Costiera, nome in codice “Solo”.

Un procedimento per cui sono stati mandati a giudizio cinque medici e 25 marittimi di Formia, Terracina, Ponza e San Felice Circeo, accusati di falso in certificazioni e truffa ai danni della sanità marittima.

L’inchiesta della Procura di Latina è partita da un’informativa di reato redatta dai carabinieri di Ventotene, che avevano ricevuto un esposto contro un marittimo, impegnato su una nave della Laziomar, che mentre risultava in malattia, come certificato dai medici fiduciari Sasn di Formia e Ponza, avrebbe svolto quotidianamente e abusivamente l’attività di ormeggiatore nel porto isolano.

Delegate le indagini alle guardie costiere, gli inquirenti, tra pedinamenti, sequestri e intercettazioni, hanno ricostruito un sistema, accertando anche un caso paradossale al Circeo, dove in coincidenza con i disarmi annuali larga parte del personale di una motonave risultava puntualmente in malattia.

Tanto che un marittimo, tra Inail, cassa marittima e disoccupazione Inps, sarebbe arrivato a incassare quasi 44mila euro.

“Solo” ha ricostruito tutti gli ingranaggi di quel sistema, di una truffa che sarebbe costata allo Stato centinaia di migliaia di euro.

Prossima udienza il 9 marzo, per ascoltare il perito e gli imputati.