L’Italia che cucina: il 78% degli italiani si destreggia tra i fornelli, con la ghisa grande protagonista

Foto di Finn Bjurvoll Hansen da Pixabay

È indubbio che la pandemia e la crisi sanitaria abbiano dato una spinta non indifferente al comparto, ma l’amore degli italiani nei confronti della cucina ha radici ben più profonde. Lo chiarisce una recente indagine condotta dal Censis, secondo la quale il 78% dei cittadini della Penisola si destreggia quotidianamente tra i fornelli domestici. Vediamo dunque di scoprire i numeri e le percentuali più importanti, e di capire quali sono le stoviglie più utili da utilizzare in cucina, con la ghisa grande protagonista.

 


La ghisa protagonista delle cucine italiane

 

Non sarà antiaderente, non sarà di facile manutenzione, ma il cosiddetto ferraccio è senza ombra di dubbio uno dei materiali più amati dagli chef “domestici” in Italia. Allora non deve stupire quanto segue: un vero amante della carne, ad esempio, non riuscirà mai a fare a meno di una bistecchiera in ghisa di fascia alta, da studiare leggendo la guida su blog come Robocucina.it. Questo materiale, non a caso, garantisce una perfetta diffusione del calore e una cottura omogenea degli alimenti, evitando che la nostra preziosa carne possa bruciarsi, dunque scongiurando il temuto effetto “suola di scarpa”.

 

Naturalmente pure le pentole in ghisa sono andate incontro ad un grande successo, come sempre per via delle loro strepitose proprietà in termini di irradiazione del calore. E anche se si tratta di stoviglie utili soprattutto in inverno ed eccezionali ad esempio per preparare gli stufati, anche d’estate sono particolarmente ricercate. Questo per via del fatto che, non contenendo teflon o altre sostanze tossiche, vengono considerate ideali per una cucina sicura al 100%. Fra gli altri vantaggi propri della ghisa troviamo una naturale compatibilità coi piani a induzione, e questo riguarda sia le pentole, sia le già citate bistecchiere.

 

L’Italia che cucina: i dati della ricerca del Censis

 

Stando al report pubblicato dal Censis nel 2020, la maggior parte degli italiani ogni giorno trascorre del tempo in cucina, e non lo fa girandosi i pollici. Si parla di una quota pari al 78%, una percentuale che sicuramente colpisce. Colpisce ancor di più un altro dato: più della metà degli abitanti del Belpaese ama trascorrere il proprio tempo tra i fornelli, considerandolo non come un impegno ma come una vera e propria passione (53%).

 

E c’è di più, visto che stando al report in questione la cucina è un vezzo che non conosce età: dai giovani ai meno giovani, passando per i pensionati, nessuno resiste al richiamo di uno degli hobby più gustosi in assoluto (letteralmente parlando).

 

Dove inizia e dove finisce il “merito” della pandemia

 

A causa dell’emergenza sanitaria e del lockdown, le famiglie del Belpaese sono state costrette a trascorrere la maggior parte del tempo fra le quattro mura domestiche. La cucina è diventata dunque una delle principali valvole di sfogo, unendo l’utile al dilettevole. Ma sarebbe scorretto e ingiusto assegnare alla pandemia il merito del successo della sacra arte culinaria, dato che le tradizioni gastronomiche tricolori rappresentano uno dei maggiori vanti della nostra terra.

 

Lo prova il fatto che, stando ai dati FIPE, nel 2018 (dunque in tempi non sospetti) il 53% degli italiani si lamentava del poco tempo a disposizione da passare tra i fornelli di casa. Altri dati significativi provenienti dal report FIPE? Il 75% degli abitanti della Penisola custodiva gelosamente già allora le ricette di famiglia tramandate di generazione in generazione. Certo, tutti noi avremmo preferito una “scusa” diversa per dedicarci un po’ alla cucina, ma – come si suole dire – a caval donato non si guarda in bocca.

Foto di Finn Bjurvoll Hansen da Pixabay