Braccianti sfruttati e minacciati, in cinque rinviati a giudizio

Braccianti sfruttati e minacciati, in cinque rinviati a giudizio

Era aprile dell’anno scorso quando, al culmine di una delle tante indagini sul caporalato, la squadra mobile e il commissariato di Fondi eseguirono cinque misure cautelari.

Alla luce del sistema di sfruttamento emerso in due aziende agricole venne arrestata e messa ai domiciliari una coppia, Luciano De Pasquale e Roberta Albarello, mentre per tre loro familiari venne disposto il divieto di dimora nella provincia di Latina.

Le aziende, di cui una a Borgo Faiti, vennero sequestrate e gli investigatori descrissero un pesante sistema di sfruttamento dei braccianti, in gran parte indiani, ma pure originari dell’Europa dell’Est e italiani, obbligati a turni di lavoro anche di 10 ore e costretti a raggiungere i campi a bordo di furgoni stracolmi.

I cinque imputati sono stati ora rinviati a giudizio.

I braccianti sarebbero stati tenuti costantemente sotto controllo, minacciati di licenziamento, costretti a lavorare in ambienti completamente invasi dall’umidità e dal fango, sottopagati ed esposti a seri pericoli.

Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Pierpaolo Bortone, ha rinviato a giudizio Luciano De Pasquale e la moglie Roberta Albarello, Mariano, Lucia e Annunziata De Pasquale, accusati di caporalato e sfruttamento del lavoro.

Il processo inizierà il prossimo 19 settembre.

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