5 consigli per avviare un e-commerce di successo

Lo scorso anno, complici la pandemia e le misure di contenimento del contagio che hanno limitato gli spostamenti non essenziali, le vendite online hanno registrato un vero e proprio exploit: dalle mascherine e gli altri dispositivi di protezione individuale a libri e passatempi, passando per i generi alimentari di ogni tipo, non c’è prodotto che non abbiamo acquistato in Rete, su Amazon, eBay o altri grandi aggregatori o sui negozi virtuali dei nostri brand preferiti. Dal successo delle vendite digitali tra l’altro, dicono gli esperti, non si tornerà più indietro e questo significa che chiunque operi nel commercio farebbe meglio ad attrezzarsi per aprire, nell’immediato futuro, un e-commerce funzionale: ecco cinque consigli che potrebbero tornare utili.

Guida essenziale per un e-commerce di successo

Puntare alla nicchia, innanzitutto. In Rete c’è molta più concorrenza, infatti, di quanta ce ne sia tra i negozi fisici, anche in considerazione del fatto che chi acquista online può farlo indifferentemente dall’e-shop del negozio di dischi sotto casa o da quello della grande catena straniera di dischi e libri e, anzi, ha quasi sempre più varietà di scelta e possibilità di risparmio nel secondo caso. Differenziarsi è, così, l’imperativo per avere successo con l’e-commerce. È la ragione per cui, soprattutto dilettanti e chi sia alle prime armi, possono trovare remunerativo partire dal vendere online soprattutto oggetti vintage, di seconda mano o da collezione: quando si tratta di collezionismo, infatti, è oltremodo facile focalizzarsi su una nicchia e conoscerne a menadito i gusti.

Non meno importante è costruire un e-commerce tecnicamente funzionale ed efficace. Semplificando molto, le vie percorribili sono tre:

  • si può costruire ex novo il proprio sito di e-commerce proprietario, ma è una soluzione che richiede un investimento consistente e, di certo, non quella più adatta per iniziare, tanto più che si potrebbe non avere idea di quanto scalabile risulti il proprio business;
  • si possono sfruttare piattaforme e software per l’e-commerce come Magento o Shopify, decisamente più intuitivi e che permettono, però, anche l’integrazione della sezione shop sul proprio sito aziendale;
  • si può optare per un profilo merchant sui più comuni marketplace come i già citati Amazon o eBay ma, anche, Alibaba se si vuole parlare a un pubblico più internazionale.

Quale sia, tra queste, la via che si decide di percorrere, attenzione ad alcune questioni burocratiche e fiscali. Serve aprire una partita IVA per vendere online? è forse il dubbio più comune in questo senso. La risposta è no, se si prevede già che si venderà online solo sporadicamente e sì, invece, scegliendo come codice ATECO quello dedicato proprio al commercio attraverso Internet, se si intende fare dell’e-commerce il grosso della proprietà lavorativa. Un servizio di consulenza come quello di Fiscozen può aiutare, comunque, a prendere le decisioni finanziarie più adatte anche ai più giovani venditori digitali.

A condurli verso il successo possono servire altre due regole come fare quanta più attenzione possibile a quanto sicuro risulta il proprio negozio virtuale, soprattutto quando si tratta di metodi di pagamento e di accortezze per evitare truffe e simili, e, non ultimo, promuovere al meglio il proprio e-commerce partendo, a monte, da un investimento SEO che lo renda trovabile sui motori di ricerca per le parole chiave più affini al proprio business.