Difesa di sorgenti e corsi d’acqua, l’emendamento di Fondi Vera

Impegnare il Consorzio per lo Sviluppo Industriale del Sud Pontino affinché sia ‘garantita la tutela e salvaguardia delle sorgenti e dei corsi d’acqua insistenti sull’area industriale del territorio del Comune di Fondi’. Questo l’emendamento che il nostro consigliere comunale Francesco Ciccone ha presentato nell’ambito dell’ultima seduta della massima assise cittadina. Emendamento proposto, ed approvato all’unanimità, in riferimento al nono punto all’Ordine del Giorno”. A parlare, il movimento civico Fondi Vera.

“Nella discussione sull’approvazione della Convenzione tra il Consorzio per lo Sviluppo Industriale del Sud Pontino ed il Comune di Fondi per la gestione delle aree pubbliche della zona ASI del PRG Comunale, il capogruppo consiliare di Fondi Vera è intervenuto auspicando che sia presto concretizzato l’impegno del Consorzio sul nostro territorio, finora tutt’altro che entusiasmante, e che ne scaturiscano in particolar modo maggiori servizi e miglioramento della viabilità, per sostenere chi opera nella zona ed ha creato un grande indotto per l’occupazione locale.

Con il provvedimento adottato si è manifestata la disponibilità del Comune di Fondi a cedere in uso, per dieci anni, al Consorzio le già realizzate opere infrastrutturali e di urbanizzazione dell’area industriale perché le stesse vengano adeguate ed implementate con ulteriori opere infrastrutturali e di urbanizzazione che il Consorzio andrà a realizzare. L’obiettivo dichiarato è migliorare la qualità dei servizi della zona e promuovere forme di incentivazione per favorire l’insediamento di nuove aziende e per sostenere i livelli occupazionali.

Ci auguriamo che l’emendamento proposto ed approvato contribuisca a mantenere alta l’attenzione sulla difesa dell’area in questione, precludendo qualsiasi rischio legato all’individuazione di siti per lo stoccaggio di rifiuti, in maniera tale da chiudere definitivamente ad eventuali ripensamenti di Provincia e Regione.

La creazione di fasce alberate intorno ai siti sensibili, in modo da definirne il contorno e isolarle dal resto, per la Fontana della Volpe ad esempio, potrebbe, infine, indicare aree di rispetto e individuare percorsi dedicati, evitando al tempo stesso il rischio che si intervenga su tutta la parte ancora fortunatamente poco compromessa, che è quella tra il Pedemontano e la Sorgente di Vetere”.