Dal “Museo dei bambini” al Pedibus, il doppio progetto firmato Candyland

Promuovere la mobilità alternativa e l’esercizio fisico, accompagnando al contempo la crescita personale e culturale dei più piccoli. Sono le finalità del “Museo dei bambini” e del Pedibus, due progetti pensati dall’educatrice socio-pedagogica Daniela Di Pinto e messi in campo dalla ludoteca-nido Candyland di Fondi.

Nel proprio percorso educativo, la struttura di via Madonna delle Grazie ha deciso innanzitutto di dedicare una giornata a settimana per educare i bimbi all’arte e alla storia, organizzando un calendario di uscite alla scoperta dei siti archeologici e di interesse culturale sparsi per la città, un vero e proprio museo a cielo aperto.

“I musei – evidenzia Di Pinto – sono spazi dell’immaginario, dove ogni forma di fantasia diventa realtà, e chi meglio dei bambini può trasformare una fantasia in una cosa reale? E’ proprio grazie ad essa che sarà possibile ricollegare le dimensioni del passato e del presente, attraverso gli occhi dei bambini. Sono visitatori sorprendenti, perché spesso scoprono significati che sfuggono agli occhi degli adulti. E scoprire, insieme agli educatori, la dimensione della cultura è un viaggio d’amore, che forma bambini più consapevoli. ‘Immergersi’ in un progetto che valorizzi la conoscenza della propria città e sia strumento di ramificazione nel territorio, attraverso le associazioni e non solo, attraverso l’arte, le mostre, i percorsi nei siti archeologici, i parchi a tema , è un buon investimento educativo per tutta la famiglia”. Oltre che un modo “per lasciare spenti i vari tablet e cellulari e aprire la mente alla storia, alla cultura, alla costruzione identitaria della propria vita per iniziare a costruire una propria identità”.

Un’iniziativa su cui si innesta direttamente il secondo progetto firmato Candyland, quello del Pedibus, che ha preso vita anche grazie al sostegno dell’associazione culturale Il Faro, presieduta da Roberta Muccitelli, e dell’associazione di volontariato Fondiamo le Radici, guidata dal presidente Francesco Pistillo.

“Perchè il Pedibus? Scavando nella memoria, chi non ricorda il percorso da casa a scuola che si faceva a piedi, con il sole, con la pioggia, con il freddo, con il caldo? Qualche decennio fa non esistevano tutte le comodità di oggi, si passava sotto l’abitazione del compagno di classe e si procedeva per raggiungere la scuola. Quei minuti passati a chiacchierare dei compiti, delle interrogazioni, del più e del meno sono stati i minuti migliori spesi per socializzare e confrontarsi con chi era come noi, e inconsapevolmente si godeva di una indipendenza e sicurezza in se stessi che ci ha fatto diventare gli adulti di oggi. Senza saperlo, si interagiva con il territorio circostante facendo lunghe passeggiate, il papà o la mamma non accompagnavano in auto i figli, per cui era solito incontrarsi con altri ragazzi sullo stesso percorso. Si aveva quella che oggi si chiama dimensione locomotoria dello spostamento e una viva percezione dell’ambiente. Ecco perché anche i più piccolini possono, anzi devono camminare a piedi per creare le condizioni affinché siano responsabili nell’andare da soli. Con il Pedibus anche l’attività motoria nel contesto urbano diventa una finalità principale e cosa più importante amare l’ambiente e contrastare l’inquinamento”.