Un albero in memoria del giovane Giorgio, morto dopo l’incidente

Un albero in memoria del giovane Giorgio, morto dopo l’incidente

Le comunità di Formia e Minturno sono ancora incredule di fronte alla morte del 20enne Giorgio Ciccolella, il ragazzo residente nella frazione di Penitro venuto a mancare giovedì dopo un pauroso incidente stradale avvenuto a Scauri ad inizio settimana. Ed intanto si susseguono i messaggi di affetto e cordoglio. 

“La pioggia ti solcava il viso mentre felice mettevi a dimora il nostro albero” scrive il Comitato di quartiere di Penitro. “È questo l’ultimo meraviglioso ricordo che abbiamo di te. Mai stanco, mai affannato con un unico obiettivo nel cuore: veder rifiorire la tua comunità! E così sia Giorgio! In tuo ricordo metteremo a dimora l’albero più bello, l’albero più robusto, l’albero più alto. Sotto la sua chioma, quando il vento dolcemente sposterà le foglie, con gli occhi chiusi, percepiremo le tue risate, il suono della tua voce e le tue carezze sui nostri visi affranti. Porterà il tuo nome, affinché tu possa essere d’esempio per i tuoi amici e per i ragazzi che qui cresceranno. Porterà il tuo nome affinché nessuno possa mai dimenticarti! Ciao Giorgio, l’amico di tutti! Il Comitato Civico di Penitro, rivolge ad Angelo e Teresa, le più dolorose e sentite condoglianze, per la perdita dell’amato figlio Giorgio”.
Tra i tanti pensieri accorati in ricordo del giovane, anche quello del Liceo scientifico Alberti di Minturno, l’istituto superiore che il 20enne aveva frequentato per cinque anni: “Non c’è amore più grande di chi dona la vita per gli altri… Giorgio è una stella che è passata tra noi, ci ha illuminato con la sua dolce musica e ha riempito i nostri cuori di bellezza. Il suo talento cristallino è stato condividere la sua bontà con tutti senza riserve ed ora continua a farlo in tante altre vite. Ti scorgeremo ancora e sempre guardando il cielo, chiudendo gli occhi e ascoltando la tua musica: grazie per averci permesso di camminarti accanto in questo breve ma intensissimo percorso. E grazie anche alla tua famiglia che ti ha ‘donato’ a noi e cui ci stringiamo con un abbraccio affettuoso e riconoscente. Infinitamente manchi, ma ci sei”.

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