Lutto tra i passionisti di Itri, è venuto a mancare fratel Fortunato Petrella

Lutto tra i passionisti di Itri, è venuto a mancare fratel Fortunato Petrella

“Nella mattinata del 7 giugno 2021 alle ore 10, nell’Utic (Unità di Terapia Intensiva Coronarica), dopo 5 giorni di sofferta agonia è morto Fratel Fortunato Petrella, ricoverato, dal 3 giugno, nel reparto cardiologia del Dono Svizzero di Formia, in seguito ad un edema polmonare, acuto e diffuso, e un pesante infarto. Nulla hanno potuto fare i medici per salvare la vita del religioso.

“La notizia della repentina ed inaspettata morte del religioso, da appena due anni nella comunità passionista di Itri-città, dopo un mese di servizio al Santuario della Civita, ha lasciato costernati tutti noi -scrive padre Antonio Rungi, delegato arcivescovile per la vita consacrata della diocesi di Gaeta e vice-superiore della comunità passionista di Itri -, in quanto Fratel Fortunato ha lavorato, come sempre, in modo instancabile, fino a qualche giorno prima di morire, coltivando l’orto e il giardino dei passionisti, sua passione da una vita, offrendo il frutto del suo lavoro dei campi alla comunità, in modo puntuale e preciso, oltre che abbondante. Un religioso generoso in tutti i sensi e soprattutto nel lavoro e nella preghiera”.

Fortunato Petrella

Nel mettere in risalto la personalità del religioso, non sacerdote, padre Rungi scrive: “Un vero passionista con lo spirito di San Benedetto, fatto di ora et labora, di preghiera e lavoro. La vita di fratel Fortunato era basata sull’essenziale. Persona di poche parole, silenzioso, ma attento alle voci dello spirito, lo trovavi spesso davanti alla Tv, dalle prime ore del mattino, per seguire le sante messe, recitare il rosario, la coroncina della Divina misericordia e tante altre trasmissioni di carattere religioso e distensivo compresi i cartoni animati che tanto lo facevano sorridere. Innamorato di padre Pio, il santo che aveva anche vissuto nel suo paese d’origine, sant’Elia a Pianisi, seguiva TelepadrePio e altre emittenti cattoliche. Se non lo trovavi in preghiera, in cappellina o in chiesa,  stava in mezzo ai campi a lavorare, anche quando il tempo era inclemente. Un fratello laico esemplare per vita, rettitudine, povertà e distacco dalle cose. La sua giornata – sottolinea padre Rungi – iniziava al mattino con il Rosario in Chiesa e la messa, insieme ai confratelli di Itri e i fedeli. Per tutti i giorni nel mese di maggio, dedicato alla Madonna, era il primo a concentrarsi sulla preghiera e così man mano nel resto della giornata. Insomma, una vita da passionista, finita in modo inatteso, anche se negli giorni avvertiva qualcosa che stava per finire e concludersi per lui”.

Fratel Fortunato Maria di San Paolo della Croce (al secolo Elia Francesco Petrella), era nato a Sant’Elia a Pianisi (CB), nella diocesi di Campobasso-Boiano (CB) il 14 luglio 1945 da Filomeno e Addolorata Colavita.

Entrato giovanissimo tra i passionisti, scelse la vita del poverello d’Assisi, di cui portava il nome, anche se lo caratterizzava il fatto che nel battesimo aveva ricevuto come nome primario quello del protettore del paese natio. Dopo l’anno di noviziato emise la prima professione il 6 maggio 1962 a Falvaterra (FR).

Impegnato subito in vari lavori tipici dei nostri fratelli collaboratori, è stato in quasi tutti i conventi dell’ex-provincia religiosa DOL, in particolare a Paliano, Falvaterra, Ceccano, Sora, Itri, (già 40 anni fa), Forino, ed occasionalmente in altre comunità, per svolgere il servizio di cuoco, aiutante cuoco, questuante e ortano.

Prima del suo arrivo a Itri, scelto per suo espresso desiderio, ha vissuto per diversi anni a Sora, che aveva lasciato, con i permessi dei superiori maggiori, nel settembre del 2019, contentissimo di essere ritornato in un luogo che da giovane religioso aveva abitato, soprattutto svolgendo il servizio liturgico e di supporto al parroco, nella fase iniziale dell’assunzione della parrocchia di Santa Maria Maggiore in Itri, dove era diventato il portiere dell’alba e del mattino.

Ed era un mattiniere per abitudine, specialmente quando si trattava di mettere a posto cucina ed orto.

“Grande devoto di San Paolo della Croce e di San Gabriele dell’Addolorata -ricorda padre Antonio Rungi –  il suo ultimo desiderio è stato quello di poter celebrare il centenario della canonizzazione del santo, con la sua partecipazione all’incontro dei passionisti dell’area centro che è in programma per l’8-9 giugno proprio a San Gabriele. Non ci è arrivato a questa meta. E sicuramente san Paolo della Croce e san Gabriele lo hanno accolto in paradiso, perché il paradiso è fatto per i semplici, gli umili e i puri di cuore. Fratel Fortunato aveva queste virtù, anche se aveva un carattere forte e risoluto, informatissimo sulla vita della provincia e della Congregazione”.

Riportiamo anche il breve ritratto che padre Costantino Comparelli, con il quale Fratel Fortunato ha vissuto vari anni a Paliano, a Falvaterra ed ultimamente qui a Itri, ha stilato alla notizia della sua morte: “Fra Fortunato, è stato religioso giunto a maturazione con quel processo formativo fatto di consegue sicure, collaudate spiritualmente. I religiosi fratelli di un tempo erano i modelli cui Fra Fortunato si ispirava. Era molto giovane quando entrò nel Noviziato di Falvaterra nel 1961, aveva 16 anni. Gli rimasero impresse le figure dei fratelli che lo seppero guidare al conseguimento dell’identità propria dello stato abbracciato. E’ stato sempre un lavoratore metodico e instancabile fino alla fine. Quando non era nelle occupazioni domestiche oppure al suo amato orticello, era presente spiritualmente dove si diffondeva il Rosario: Loreto, Pompei, P.Pio.

La sua radiolina durante il lavoro, le sue lunghe preghiere davanti al televisore lo tenevano “connesso” al mondo della fede e quelli dei problemi umani. Tutto ciò che riguarda la vita della Chiesa e la figura del Papa lo tenevano emotivamente interessato.

Nulla però distraeva il suo temperamento riflessivo e taciturno. Quando la comunità dibatteva su questioni utili, egli sapeva esporre le sue ragioni appropriate e improntate a quella saggezza che conservava come suo intimo patrimonio”.

I funerali si svolgeranno mercoledì 10 giugno 2021, alle ore 11, nella Chiesa parrocchiale di Santa Maria Maggiore in Itri. Le spoglie mortali di Fratel Fortunato, dopo le esequie, verranno tumulate nella cappella cimiteriale dei Passionisti di Itri.

You must be logged in to post a comment Login

h24Social
[ff id="2"]