Si è tenuta nel carcere di Rebibbia, nell’aula bunker dinanzi al Gup del Tribunale di Roma il rito abbreviato per alcuni soggetti che a luglio scorso erano finiti in manette a seguito dell’operazione antidroga che si era snodata tra il sud pontino e la Campania.
In quell’operazione, in cui avevano operato oltre 100 militari su richiesta della Direzione Distrettuale Antimafia erano state arrestate 22 persone – quasi tutte in carcere – con l’accusa di aver creato una rete dello spaccio di droga aggravato dal metodo mafioso e vicino al clan Secondigliano.
Per dieci di questi, sono arrivate le richieste da parte del Pubblico Ministero che complessivamente ammontano a 111 anni di carcere:
Scotto Domenico, 20 anni
Forte Stefano, 18 anni e 8 mesi
Scotto Raffaele, 18 anni
Prete Amedeo, 17 anni e 4 mesi
Aliberti Michele, 16 anni e 8 mesi
Brancaccio Carmine, 8 anni e 4 mesi
Sarno Valentino, 4 anni
Mallo Massimiliano, 3 anni
Palumbo Walter, 3 anni
e Camerota Diego, 2 anni con attenuanti generiche