Cimitero del santuario della Civita abbandonato, i Passionisti bussano a Commissario prefettizio e Parco

Cimitero del santuario della Civita abbandonato, i Passionisti bussano a Commissario prefettizio e Parco

“In tempo di pandemia, con milioni di morti in tutti il mondo, non bisogna dimenticare le vittime di tutte le guerre, anche quelle recenti, comprese quelle che si sono combattute nel secolo XX, con milioni di morti in tutta Europa”. E’ quanto scrive in una nota padre Antonio Rungi, passionista, addetto stampa del santuario della Civita, delegato arcivescovile per la vita consacrata dell’arcidiocesi di Gaeta.

padre Antonio Rungi

“Ci piange il cuore – scrive padre Rungi a nome dei passionisti – vedere il piccolo cimitero del santuario della Civita in un totale stato di abbandono, senza via di accesso, con i vari morti sistemati alla men peggio e altri gettati in una fossa comune, senza quel doveroso rispetto a chi ha perso la vita prima, durante e dopo il secondo conflitto mondiale. Sono i morti della Civita che non possono essere dimenticati”.

Si tratta alcune persone decedute per motivi di salute, in quanto rifugiate al Santuario della Civita, insieme ad un altro gruppo di oltre 200 persone.  Gli sfollati, sopravvissuti alla morte, furono costretti, dai soldati tedeschi, che il 10 e 11 gennaio 1944 arrivarono numerosi al Santuario, a seguirli nel campo di concentramento di Priverno, dove, in diversi casolari, adagiati sulla paglia, furono abbandonati a se stessi.

Diversi morti erano stati sistemati, temporaneamente, nel dopoguerra, in una stanza sotto il santuario. Poi per l’inadeguatezza del luogo e nel rispetto delle nuove leggi in materia cimiteriale furono pietosamente composti e inumati nel piccolo cimitero vicino al santuario. Si tratta di un luogo di preghiera per chi si immerge nel verde prospiciente il santuario mariano. Fino a qualche anno fa si celebrava anche la messa, in occasione della commemorazione annuale dei fedeli defunti.

Per oltre 60° è stato curato personalmente da Teodoro Frasca, storico custode del santuario, morto il 20 gennaio 2017. Da allora è cresciuto lo stato di abbandono, che ora richiede un urgente intervento e messa in sicurezza anche sanitaria ed ambientale dell’intera area.

In vista della ripresa dei pellegrinaggi al santuario, i passionisti auspicano l’immediata soluzione di questo annoso problema, “che non può essere più trascurato”, investendo il Commissario prefettizio che guida il Comune di Itri, il dottor Francesco Del Pozzone, viceprefetto aggiunto di Latina, e i responsabili del Parco degli Aurunci.

“La storia recente e passata dovrebbe insegnarci molte cose – commenta padre Rungi – in merito al problema delle guerre e dei morti di guerra. Chiediamo alla Madonna della Civita a conclusione di questo mese di maggio 2021 la pace per il mondo intero e per i tanti morti, compresi quelli seppelliti al cimitero della Civita, che possano riposare davvero in pace in un luogo degno di essere chiamato camposanto”.

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