Concorsopoli Asl, chieste le dimissioni dei presidenti del consiglio di Gaeta e Minturno

Concorsopoli Asl, chieste le dimissioni dei presidenti del consiglio di Gaeta e Minturno

Dopo lo scandalo della ‘concorsopoli’ Asl, arrivato a toccare anche la politica della provincia di Latina, vedendo coinvolti tra gli altri i presidenti del consiglio comunale di Gaeta Pina Rosato (indirettamente) e di Minturno Giuseppe Tomao (direttamente), entrambi appartenenti al Partito Democratico, si levano a gran voce le richieste di dimissioni. 

Da Gaeta si registra l’intervento del consigliere comunale Emiliano Scinicariello, del movimento civico ‘Una Nuova Stagione‘. “Premessa d’obbligo: di questi concorsi Asl e dei suoi vincitori ‘d’élite’ si parla ormai da mesi, ma abbiamo ritenuto opportuno non intervenire sino ad oggi per evitare che l’intervento potesse apparire una mera strumentalizzazione ai fini politici e per fugare ogni forma di polemica che potesse far gridare allo ‘sciacallaggio’; né intendiamo, con questo comunicato, emettere sentenze, cosa che non ci compete e non ci appassiona. Ma non possiamo non esprimere una valutazione politica e morale di fronte all’evidenza delle intercettazioni, che sembrano fugare ogni dubbio sulle dinamiche di quanto accaduto. Siamo convinti sostenitori della meritocrazia, e leggere che ai fortunati partecipanti venissero chiesti dei ‘pensierini’, o dati dei suggerimenti sugli argomenti ‘a piacere’ ci ha fatto pensare immediatamente a tutti i figli ‘meno fortunati’, che studiano anni ed anni in attesa di un concorso che li ha esclusi prima ancora di partecipare.

Pina Rosato

Per questo motivo Una Nuova Stagione, unanimemente, chiede con forza le dimissioni della presidente del consiglio comunale Pina Rosato, a tutela della trasparenza e della terzietà dell’istituzione che la stessa Rosato rappresenta. Tutto quanto accaduto addolora in sé, ma ancor più in considerazione del fatto che i protagonisti di questa vicenda incresciosa siano esponenti del Partito Democratico provinciale. Quel Partito Democratico che non più tardi di tre anni fa negò il tesseramento a circa quaranta esponenti di Una Nuova Stagione, rei di non aver sostenuto nel 2017 l’alleanza con Forza Italia e quella che oggi è una maggioranza di cui fa parte anche Fratelli d’Italia. Iniziamo a pensare, forse maliziosamente, che l’esclusione di Una Nuova Stagione dalla partecipazione democratica al Pd di Gaeta fosse utile ad anestetizzarne le vicende e la propria stessa vita in città, facendo assurgere ad una posizione di forza incontrastata la stessa Rosato, che poi avrebbe potuto spendere il proprio peso politico in altri modi.

Per questo – conclude Scinicariello – riteniamo necessario non solo che la Rosato si dimetta da presidente del consiglio comunale di Gaeta, ma che sia il segretario provinciale del Pd Moscardelli ad intervenire pesantemente sulla vicenda, a tutela dell’integrità e dell’estraneità del Pd. La Giunta Zingaretti, attraverso l’assessore Regionale D’Amato ha già detto la sua sulla vicenda, rimarcando che trasparenza e legittimità devono essere elementi essenziali nelle procedure concorsuali. Attendiamo fiduciosi riscontri provinciali”.

Sulla stessa lunghezza d’onda, pur cambiando latitudine, la sezione di Fratelli d’Italia di Minturno. “Da diversi mesi leggiamo sulle testate giornalistiche dell’indagine in corso sui concorsi della Asl, non ultima la notizia di qualche giorno fa degli arresti di diversi esponenti dell’Azienda Sanitaria Locale e delle intercettazioni telefoniche che coinvolgono anche il presidente del consiglio comunale di Minturno Giuseppe Tomao.

Come FdI Minturno sosteniamo che si è colpevoli in caso di sentenza irrevocabile di condanna, per questo un’indagine non equivale ad una condanna e quindi le persone coinvolte nel procedimento vanno rispettate evitando processi mediatici e lasciando lavorare la magistratura. Dobbiamo però evidenziare che oltre al caso giudiziario, c’è il caso politico che coinvolge in prima persona diversi esponenti del Pd della provincia di Latina. Per questo motivo come FdI chiediamo al presidente del consiglio comunale un gesto di maturità e responsabilità rassegnando  le dimissioni dalla sua carica, un atto dovuto visto il ruolo ricoperto nell’assise comunale.

Giuseppe Tomao

Infatti il presidente del consiglio è tenuto all’osservanza delle regole comportamentali connaturate alla carica di garante della corretta dinamica politico amministrativa dell’ente locale, in virtù di ciò affermiamo che il presidente debba godere della ‘fiducia politica’ del consiglio comunale, intesa ovviamente, non come adesione alla linea politica della componente di maggioranza consiliare, ma come capacità di consentire il pieno e corretto svolgimento delle scelte emerse all’interno del consesso civico.

Inoltre il presidente del consiglio deve sempre adoperarsi affinché sia garantito un sereno e proficuo svolgimento dei lavori evitando di alimentare la conflittualità, la sterile polemica e, in definitiva, il mal funzionamento del principale organo collegiale dell’ente locale.

Proprio per le sopra citate motivazioni, crediamo che in questo momento queste condizioni non possano essere garantite e che le dimissioni siano doverose come forma di rispetto verso le parti politiche, che siano di maggioranza o di minoranza, ma anche per una questione di ‘garbo istituzionale’. Nel pieno rispetto della persona e del ruolo ricoperto – concludono dal partito della Meloni – auguriamo al dottor Giuseppe Tomao di risolvere quanto prima e nei migliori dei modi questa vicenda, per tornare a poter svolgere con serenità la sua attività politica”.

A PAGINA 2 – LA NOTA DEL CONSIGLIERE REGIONALE PINO SIMEONE

A PAGINA 3 – LE PAROLE DEI RAPPRESENTANTI DEL PARTITO COMUNISTA DI GAETA

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