Strage di Capaci, domani il ricordo nell’iniziativa di Legambiente

Strage di Capaci, domani il ricordo nell’iniziativa di Legambiente

“Legambiente Terracina anche quest’anno onora la memoria del grande Giudice Falcone, del Giudice Francesca Morvillo e delle loro scorte Vito Schifani, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro, sotto l’Albero a lui dedicato nel Parco del Montuno, albero riconosciuto dal 2019 anche dalla Fondazione Falcone di Palermo. In occasione del 29^ anniversario ricorderemo la strage di Capaci e la morte orribile di Giovanni Falcone, Francesca Morvillo, Vito Schifani, Rocco Di Cillo, Antonio Montinaro e diremo insieme un No secco alla abolizione dell’Ergastolo Ostativo e aderiremo alla campagna nazionale #unlenzuolocontrolamafia appendendo intorno all’albero un lenzuolo bianco, come accadde dopo le stragi del ’92, per ricordare le vittime della strage.

Alle 17 inizieremo con letture poesie brani e approfondimenti sulle mafie a cura di diversi cittadini che hanno deciso di prendere parte attiva all’evento e aderiremo alla campagna social #diamovoceafalcone #eranosemi di Fondazione Falcone, Ass. Quarto Savona Quindici, e WikiMafia, e gireremo brevi video da condividere che saranno rilanciati tramite gli hashtag a livello nazionale. Alle 17:57:48 ci fermeremo seduti e in silenzio per ricordare il momento esatto dell’attentato. Poi, dopo aver ripristinato la targa “Albero di Falcone” che abbiamo, grazie ai nostri amici Scout, restaurato dopo un atto vandalico, ci siederemo in terra con il cartello NO ABOLIZIONE ERGASTOLO OSTATIVO per testimoniare la nostra contrarieta’ alla sentenza della Consulta del 15 aprile 2021 – la Consulta ha stabilito che l’art. 4-bis o.p. è incostituzionale perché in contrasto con gli art. 3 e 27 della Costituzione e con l’articolo 3 della Cedu, concedendo al Parlamento un anno di tempo per modificare la normativa (entro maggio 2022)- che afferma l’incostituzionalita’ di una misura di fatto concepita proprio dopo le stragi di mafia di Capaci e di Via D’Amelio, e partorita dalle idee dei due giudici Falcone e Borsellino, per reprimere le azioni mafiose in modo più duro. La norma sull’ ergastolo “ostativo” (alias fine pena “mai”), la cui disciplina è contenuta nell’art. 4-bis dell’ordinamento penitenziario, prevede che il detenuto che si è reso responsabile di reati molto gravi, quali quelli di matrice mafiosa e terroristica non possa godere di determinati permessi (come il lavoro esterno, i permessi premio, la liberazione condizionale, la semilibertà e le misure alternative alla detenzione) a meno che, ai sensi dell’art. 58-ter o.p., non collabori con la giustizia.

“Quest’anno la nostra consueta commemorazione, che purtroppo non vede la partecipazione delle Scuole a causa delle restrizioni dovute alla pandemia da COVID19, e che è aperta a tutti coloro che sentono il dovere di rispettare il sacrificio dei servitori dello Stato e dedicare una ora del proprio tempo a fare memoria e testimonianza, rappresenta per noi un momento di grande riflessione, anche a margine delle tante vicende che coinvolgono la nostra realtà. locale.

Siamo infatti sconcertati come cittadini dal fatto che, se da una parte molti amministratori e politici del nostro territorio, nonostante ci siano importanti indagini in corso, non riconoscono il problema della criminalità organizzata e le sue infiltrazioni nel tessuto politico, economico, produttivo, anzi lo considerino un tema esagerato che avvilisce le nostre Città, dall’altra invece la nostra Provincia sia stata selezionata a livello nazionale, addirittura come provincia campione del Centro Italia (insieme a Reggio Emilia al Nord, Cosenza al Sud e Trapani per l’area Isole) visto che già in passato evidenze investigative avevano documentato l’infiltrazione nell’economia da parte di sodalizi criminali di tipo mafioso, per la stesura dell’ultimo dei report periodici dell’Organismo permanente di monitoraggio ed analisi sul rischio di infiltrazioni nell’economia da parte della criminalità di tipo mafioso, istituito dal Ministro Lamorgese, concentrato sul fenomeno delle variazioni societarie durante la pandemia, al fine di prevenire i tentativi di alterazione del mercato, di inquinamento del tessuto economico e di condizionamento degli appalti e delle gare pubbliche.

Dobbiamo dire invece tutti insieme che la mafia e la corruzione, sotto ogni forma, anche la più blanda, deve essere cancellata dalla mente di tutti i cittadini e dei loro rappresentanti e che il problema non va mai sottovalutato e parlarne fa bene e stimola l’impegno. Falcone ci ricorda infatti “Che le cose siano così, non vuol dire che debbano andare così. Solo che, quando si tratta di rimboccarsi le maniche e incominciare a cambiare, vi è un prezzo da pagare, ed è allora che la stragrande maggioranza preferisce lamentarsi piuttosto che fare” dichiara Anna Giannetti, Presidente del Circolo Legambiente Terracina “Pisco Montano” e Consigliere Nazionale dell’Associazione”.

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