Loas, il Consiglio di Stato “salva” l’interdittiva antimafia

Loas, il Consiglio di Stato “salva” l’interdittiva antimafia

“Salvata” dal Consiglio di Stato l’interdittiva antimafia emessa il 6 ottobre scorso dal prefetto di Latina nei confronti della Loas spa, l’azienda di recupero rifiuti di via dei Giardini, ad Aprilia, andata a fuoco il 9 agosto 2020.

Accogliendo la richiesta della stessa Prefettura, Palazzo Spada ha sospeso l’efficacia della sentenza con cui il Tar di Latina aveva annullato il provvedimento.

La Loas, tramite gli avvocati Roberto D’Amico e Giovanni Malinconico, impugnando l’interdittiva ha sostenuto che non vi erano i presupposti per l’applicazione della misura.

I due legali hanno evidenziato in particolare che il reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, per cui uno dei soci al 50% della spa, Antonio Martino, coinvolto nell’inchiesta della Dda di Roma sulla cosiddetta cava dei veleni ad Aprilia, ha patteggiato la pena, è tra quelli per cui sono previsti determinati provvedimenti soltanto quando rappresenta lo scopo di un’associazione per delinquere.

Una tesi accolta dal Tar, specificando che l’imprenditore è stato condannato per i reati commessi in concorso di attività organizzata per il traffico illecito di rifiuti e inquinamento ambientale, ma non per il reato di associazione per delinquere.

Palazzo Spada, invece, ad un primo esame ha ritenuto l’appello fondato, considerando l’articolo 452 quaterdecies un “reato spia”.

“Nel bilanciamento degli opposti interessi – hanno poi specificato i giudici – risulta prevalente l’interesse pubblico ad evitare l’infiltrazione della criminalità organizzata nell’ambito del settore dell’evidenza pubblica“.

Sospesa l’esecutività della sentenza, il Consiglio di Stato dovrà ora fissare un’udienza in cui pronunciarsi nel merito e decidere dunque se avallare o annullare l’interdittiva emessa dal prefetto nei confronti della Loas.

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