Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, una condanna

Favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, una condanna

Una condanna e due assoluzioni.

Si è concluso così il processo a carico di un imprenditore agricolo di Terracina e di due sue concittadine, madre e figlia, accusate di aver collaborato con lui nel presentare falsi documenti per chiedere braccianti da impiegare nei campi, al fine in realtà di favorire l’ingresso clandestino in Italia di decine di lavoratori stranieri.

Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Pierpaolo Bortone, ha condannato a tre anni e otto mesi di reclusione Salvatore Villano, difeso dall’avvocato Roberto D’Arcangelo, e ha assolto, per non aver commesso il fatto, Agnesina Gagliardi e la figlia Anna Donnarumma, difese dagli avvocati Marcello Montalto e Davide Trabucco.

Per il reato di favoreggiamento dell’ingresso illegale di lavoratori extracomunitari è prevista una pena che va dai 5 ai 15 anni di reclusione.

Il pm Giuseppe Bontempo aveva chiesto tre anni e mezzo di reclusione per Donnarumma a Gagliardi e sei anni per Villano.

La difesa delle due imputate ha sottolineato, tra l’altro, che non erano state indicate le fonti di prova da cui desumere la responsabilità delle due donne e che era plausibile che la Gagliardi in particolare non avesse avuto alcuna percezione dell’attività svolta dal Villano.

Un processo scaturito da un’indagine svolta dal commissariato di Fondi. bra

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