L’omaggio a Re Alfonso d’Aragona il Magnanimo

Giovedì 6 maggio, alle ore 18, sarà inaugurato un ‘monumentum’ dedicato all’episodio storico del 6 maggio 1435, avvenuto sulla spiaggia di Scauri. L’opera è realizzata dal maestro marmista Salvatore Lombardi con marmo di Carrara nell’area antistante la Darsena Flying. L’impresa edile Sesta Generazione di Scauri ha donato la struttura muraria e il materiale necessario.

Questo il testo inciso sul monumentum, sovrastato dallo stemma del Comune di Minturno: “VI Maggio 1435 Re Alfonso d’Aragona il Magnanimo venne con una galera alla marina di Scavoli sotto Traetto, in un piacevole seno molto pescoso e solo da pescatori frequentato: non v’era terra né castello. Giunse da Messina, dopo sosta a Ischia, per incontrarsi con i nobili, suoi partigiani, tra i quali Cristoforo Caetani Signore di Traetto e Conte di Fondi. Poco dopo l’incontro di Scavoli, Alfonso cinse d’assedio Gaeta, magnanimo accolse 4.000 profughi gaetani tra ragazze, ragazzi e anziani espulsi dalla città allo stremo.


Tenne battaglia navale presso l’isola di Ponza contro i Genovesi. Dopo alterne vicende Papa Eugenio IV con il Trattato di Terracina lo riconobbe Re Utriusque Siciliae il 14 giugno 1443 dopo che il 26 febbraio era entrato da trionfatore a Napoli divenendone sovrano. Tutto ebbe inizio sulla spiaggia di Scauri”. Firmato “Ad perpetuam rei memoriae posuerunt VI Maggio 2021 il Comune di Minturno Medaglia d’Oro al Merito Civile, Italia Nostra affiliata Europa Nostra, Associazione Italiana di Cultura Classica affiliata Unesco”.

Presiederanno l’evento, insieme, i sindaci di Minturno Gerardo Stefanelli e di Gaeta Cosmo Mitrano, anche in memoria della popolazione gaetana che ebbe accoglienza e rispetto. Sono state invitate le autorità civili e militari, le rappresentanze d’arma e la cittadinanza, nel rispetto – comunque – del distanziamento previsto dalle norme anti-Covid19.

Alcune precisazioni vanno fatte, spiegano dal Comune di Minturno: nell’anno del Signore 1435, come riportato nel monumentum, non vi erano né terra né castello, ma soltanto la Torre eretta a difesa di alcuni mulini (non ancora quella sul Monte di Scauri) e, dove ora vi sono i palazzi Stroffolino, insisteva un Convento benedettino con un’annessa Chiesa dedicata a San Pietro Apostolo (X secolo), che riscuoteva gabelle dai pescatori che attraccavano nella baia scaurese.

Quasi sicuramente è qui che il sovrano tenne consiglio con i nobili che, provenienti da ogni luogo, gli giurarono fedeltà in cambio di concessioni territoriali e di titoli. Magnanimo fu il sovrano con la popolazione gaetana che fu letteralmente cacciata fuori delle loro case dai francesi per evitare di doverli sfamare. Furono espulsi dalla città-fortezza con botte e lanci di sassi. Gli spagnoli volevano rimandarli indietro perché fossero un problema degli assediati ma il sovrano fermò i suoi affermando che “io faccio guerra ai soldati in armi, non a donne, bambini e vecchi” ed ordinò di rifocillarli e di consentire loro di superare le prime linee e riparare verso Castellone e Traetto.

Infine, a Terracina fu il Camerlengo di Sua Santità Eugenio IV, il Cardinale Ludovico Scarampi Mezzarota, a incontrare il sovrano e a firmare il trattato in nome del Papa e a rimanere affascinato dalla personalità del Re, come tanti prima e dopo di lui.