Tragedia di Cala Rossano, disposto un nuovo processo

Tragedia di Cala Rossano, disposto un nuovo processo

Sulla tragedia di Cala Rossano i processi non sembrano avere fine e un punto fermo sul fronte giudiziario non arriva.

La Corte di Cassazione ha ora annullato il secondo processo d’appello in cui Luciano Pizzuti aveva ottenuto il proscioglimento per intervenuta prescrizione e si era così visto confermare solo i risarcimenti dovuti alle parti civili.

Una sentenza con cui è stato disposto un nuovo giudizio per l’ingegnere del Genio, seppure soltanto civile.

Per la morte delle due studentesse romane, la 13enne Sara Panuccio e la 14enne Francesca Colonnello, travolte il 20 aprile 2010 dal crollo di un costone di tufo sulla spiaggia di Cala Rossano, durante una gita scolastica sull’isola di Ventotene, il Tribunale di Latina ha condannato gli ex sindaci Giuseppe Assenso e Vito Biondo rispettivamente a due anni e quattro mesi di reclusione e un anno e dieci mesi.

Sempre in primo grado sono stati inoltre condannati il responsabile dell’ufficio tecnico Pasquale Romano a due anni e quattro mesi e a un anno e dieci mesi l’ingegnere del Genio Civile, Luciano Pizzuti.

Una sentenza confermata dalla Corte d’Appello di Roma, ma parzialmente annullata dalla Corte di Cassazione.

Gli ermellini hanno infatti avallato e reso definitive le condanne per i due ex sindaci, disponendo un nuovo processo per Romano e Pizzuti.

La II sezione penale della Corte d’Appello di Roma, nel 2019, ha quindi assolto Romano per non aver commesso il fatto e prosciolto Pizzuti per intervenuta prescrizione.

Una sentenza nuovamente impugnata dall’ingegnere del Genio Civile, che si è ora visto accogliere il suo ricorso dalla Suprema Corte.

Per gli ermellini, la Corte d’Appello “non ha individuato né la fonte dell’obbligo giuridico gravante sull’imputato né ha spiegato il nesso di causalità tra il fatto del 2004 e quello del 2010”, dunque tra due frane.

Per la Cassazione tale particolare imporrebbe un rinvio al giudice penale, che non è possibile per via della prescrizione.

La sentenza è stata quindi annullata “con rinvio al giudice civile competente per valore in grado di appello, onde valutare le statuizioni civili”.

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