Attentati a sindaca e vice, primo processo e prima condanna

Attentati a sindaca e vice, primo processo e prima condanna

Per gli attentati incendiari ai danni della sindaca di Sermoneta, Giuseppina Giovannoli, e della sua vice, Maria Marcelli, è arrivata la prima sentenza ed è una sentenza di condanna a quattro anni di reclusione.

A pronunciarla, nei confronti del presunto esecutore materiale degli atti intimidatori, Emanuel Poli, 44enne del posto, è stato il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Giorgia Castriota.

Era fine settembre quando i carabinieri arrestarono il 56enne Giuseppe Gentile, presidente della Pro Loco di Sermoneta, e gli altri coindagati.

Per gli inquirenti, i roghi delle auto delle due amministratrici erano stati ordinati da Gentile, non tollerando di essere stato ridimensionato nella gestione di alcuni eventi, perdendo il controllo sulla tradizionale Fiera di San Michele, e di aver dovuto rimuovere i ponteggi dalla piazzetta del paese dopo quattro anni che occupava quello spazio, dove stava realizzando un b&b, non pagando il suolo pubblico.

Il 7 e il 22 febbraio dell’anno scorso vennero bruciate le auto della vice sindaca Marcelli e il 9 maggio successivo quella della sindaca Giovannoli.

Secondo gli inquirenti, tra l’altro, gli indagati stavano progettando un gesto ancor più eclatante, quello di incendiare l’abitazione della Giovannoli.

Finirono quindi in carcere Gentile, il pregiudicato Giovanni Bernardi, 41enne di Latina, e Poli, un barista.

Ora la condanna del 44enne, superiore a quella a 3 anni e 3 mesi chiesta dal pm Martina Taglione.

Al barista sono però stati concessi i domiciliari.

Gentile e Bernardi, che non hanno optato per riti alternativi, verranno invece giudicati dal Tribunale di Latina il prossimo 17 maggio.

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