Tentato omicidio su via Campovivo, condannati i due imputati

Il Tribunale di Latina

Anche la giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Giorgia Castriota, si è convinta che quanto avvenuto su via Campovivo, a Borgo Montello, il 29 luglio scorso, sia stato un tentato omicidio.

E con tale accusa ha condannato i due imputati.


Otto anni a testa, due in meno di quanto chiesto dal pm Claudio De Lazzaro, per Emidio Cirolla, 40 anni, commerciante di auto di Nettuno, e Stefano Miozzi, 50 anni, di Nettuno, ex socio in affari della vittima.

Secondo gli inquirenti, i due cercarono di uccidere il 56enne Fabrizio Bruno, originario di Anzio ma residente a Latina, speronandolo e mandandolo fuori strada.

Alla luce delle indagini svolte dalla polizia stradale, più nello specifico la pubblica accusa ha sostenuto che, dopo un folle inseguimento, Cirolla abbia speronato l’auto su cui viaggiava Bruno, facendola finire fuori strada, e che lo stesso abbia poi preso a calci e pugni la vittima già priva di conoscenza a causa dei traumi subiti nell’incidente.

Miozzi è invece stato a sua volta accusato di tentato omicidio in quanto si sarebbe trovato in auto con Cirolla.

Il movente infine è stato individuato in problemi di lavoro e nella compravendita di un’auto andata male.

I due, arrestati per tale vicenda, hanno scelto di farsi giudicare con rito abbreviato dal giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Giorgia Castriota, in aula hanno negato le accuse, sostenendo che la vittima aveva frenato all’improvviso e l’impatto era stato inevitabile, e per loro ora è arrivata la condanna.