Come lanciarsi nel business delle aziende vitivinicole

Foto di Marc Benedetti da Pixabay

Nel corso degli ultimi tempi si sente molto frequentemente parlare di aziende vitivinicole: ebbene, non sono altro che delle aziende agricole che lavorano nel settore della coltivazione delle uve da vino, organizzandosi in proprio per poter effettuare anche la trasformazione delle stesse nella celebre bevanda.

In tanti hanno il sogno di aprire un’azienda vitivinicola: non è solo questione di avere successo, ma anche di cambiare completamente stile di vita e abitudini legate alla quotidianità, avvicinandosi maggiormente alla natura. Non è un caso, di conseguenza, che tante persone siano alla ricerca sempre più di frequente di soluzioni del genere, come ad esempio dei casali in campagna da trasformare in aziende vitivinicole, in modo tale da vivere meglio.


In questi casi, è chiaro che il primo passo è quello di trovare una delle tante aziende vitivinicole in vendita. Come fare? È chiaro che bisogna affidarsi a un’agenzia immobiliare che abbia un certo tipo di esperienza in questo settore, altrimenti si rischia di incontrare delle brutte sorprese. Se la vostra meta ideale dovesse essere la Toscana, allora  affidarsi a Interalia Immobiliare rappresenta una scelta quanto mai azzeccata. Infatti, si tratta di un’agenzia immobiliare che offre la possibilità di trovare un gran numero di soluzioni che si adattano a tale esigenza, potendo impostare comodamente, sul portale di riferimento, un gran numero di filtri per individuare ancora di più quella che potrebbe essere l’azienda vitivinicola dei propri sogni su cui fare un bell’investimento.

Il settore vitivinicolo in Italia al momento

L’Italia si caratterizza per essere il primo produttore di vino in tutto il mondo, non solamente in relazione alla qualità, ma anche per quantità. Le “avversarie” che insidiano tale scettro sono la Spagna, ovviamente la Francia e tanti altri Paesi emergenti in tal senso, come ad esempio gli Usa, piuttosto che Australia o Cile.

Anche se, in effetti, c’è una notevole concorrenza da non sottovalutare, il vino prodotto in Italia ha uno status superiore di qualità che viene riconosciuto in tutto il pianeta. Chi ha la fortuna di poter contare su dei possedimenti e dei vigneti e ha intenzione di produrre vino entro i confini italiani ha certamente delle importanti e notevoli possibilità di sviluppo e di vendere il prodotto anche all’estero, con tanti nuovi mercati che si sono stagliati all’orizzonte in questi ultimi anni.

A cosa prestare attenzione

Chi avesse intenzione di puntare sull’apertura di una simile attività, dovrà necessariamente controllare con la dovuta cura e prudenza l’opportunità di impiantare un nuovo vigneto nel luogo che è stato prestabilito. In base a una normativa europea che risale al 1987, bisogna rispettare il divieto di effettuare nuovi impianti praticamente in buona parte dell’Europa.

Nel caso in cui, ad esempio, si decidesse di aprire un’azienda vitivinicola, ecco che si dovrà tenere sotto controllo l’esistenza di specifici diritti di reimpianto legati al proprio terreno agricolo. Cosa sono questi diritti? In poche parole, garantiscono l’opportunità, per il viticoltore, di effettuare l’impianto di un nuovo vigneto, che deve avere la medesima estensione di quello che è stato estirpato entro un termine ben preciso pari a 8 anni.

La scelta del tipo di uva da impiantare dovrà fare riferimento inevitabilmente a quelle sole varietà che vengono stabilite da parte della provincia in cui si vuole coltivare. Per avere maggiori informazioni, in questi casi, la cosa migliore da fare è quella di recarsi direttamente in un ufficio della Coldiretti, piuttosto che interpellare la Regione di appartenenza, che sapranno senz’altro dare maggiori indicazioni in merito all’acquisizione dei diritti di impianto. Prima di dare il via al progetto, a ogni modo, è bene controllare se il terreno agricolo sorge in zone in cui non vi sono divieti all’avvio di nuovi vigneti.

Foto di Marc Benedetti da Pixabay