Al Pollione di Formia due incontri per parlare di giornali e giornalismo

All’Istituto Comprensivo ‘Vitruvio Pollione’ di Formia, nell’ambito del progetto curriculare del giornalino scolastico ‘Squol@book…sbagliando s’impara’, coordinato dalle docenti Cinzia Di Marco e Letizia Lagni, saranno ospiti, in GTM, due giornalisti per confrontarsi su una professione vivace e interessante, che da tempo cattura l’attenzione dei giovani studenti.

Il primo incontro, fanno sapere dalla scuola, è in agenda martedì 30 marzo, a partire dalle 10.30, con il giornalista Alberto Reggiani, che da anni è anche promotore dellaraccolta della raccolta di figurine de ‘I Tesori Pontini’, con l’obiettivo di promuovere le bellezze paesaggistiche e culturali dei territori italiani. Insieme a Reggiani si argomenterà d’informazione, di fonti, di limiti d’informazione, di fake news, di tecnica di scrittura e di molto altro.


Il secondo appuntamento, dal tema ‘Giorni, giornali e giornalismi/Professione giornalista: come sta cambiando il racconto dei fatti’, si svolgerà, sempre in GTM, dalle 10.30 di martedì 13 aprile. Questa volta il confronto sarà con Roberto Alborghetti, giornalista e scrittore, autore di numerose pubblicazioni rivolte anche ai giovanissimi. Alborghetti parlerà anche della propria esperienza personale di giornalista professionista – ha lavorato presso il quotidiano L’Eco di Bergamo, dove ha ricoperto anche il ruolo di inviato – e di comunicatore attento ai nuovi linguaggi, agli alfabeti e alle realtà della media education, della quale è sempre stato uno dei fautori e sostenitori, anche attraverso progetti editoriali ed iniziative innovative dedicate al giornalismo scolastico edite da Funtasy Editrice, che partecipa all’evento per le iniziative di ‘La Scuola vicina, in Rete’.

Ad aprire i due dibattiti il saluto della dirigente scolastica Annunziata Marciano: “Abbiamo voluto offrire, seppur a distanza e ancora una volta a dimostrazione che la scuola non si ferma, un’opportunità per i nostri studenti, due momenti di confronto, che possano proiettarli anche fuori dai contesti in cui solitamente crescono e sono educati”.