Inchiesta Amnesia, sconto di pena in vista per D’Onofrio

A distanza di quattro anni dalla cosiddetta operazione “Amnesia”, relativa a un traffico di droga che dalla Spagna sarebbe arrivata al Mof di Fondi nascosta nei camion dell’ortofrutta, e dai quindici arresti eseguiti dai carabinieri, la Corte di Cassazione ha disposto un nuovo processo per Davide D’Onofrio, di Terracina.

Secondo l’Antimafia di Roma, gli indagati sarebbero stati impegnati nello spaccio di cocaina, amnesia, marijuana, ecstasy e cannabis.

Dopo la condanna da parte della Corte d’Appello di Roma a 8 anni 2 mesi di reclusione, il terracinese, difeso dall’avvocato Giuseppe Lauretti, ha annullato la sentenza relativamente all’aggravante dell’ingente quantitativo e della mancata concessione delle attenuanti generiche, disponendo un nuovo processo d’appello per rideterminare la pena.

Su richiesta del difensore, inoltre, D’Onofrio ha ottenuto la sostituzione degli arresti domiciliari con il solo obbligo di firma proprio dopo il pronunciamento della Suprema Corte.

Stralciata poi dalla Cassazione, per la mancata notifica dell’udienza a un difensore, la posizione di Pasquale D’Alterio, di Minturno.

Dichiarati infine inammissibili i ricorsi del colombiano Stiven Leonard Bohorquez, e di Mirko Tucciarone.