Nomina di Taglialatela bocciata anche da Palazzo Chigi

Nomina di Taglialatela bocciata anche da Palazzo Chigi

Bocciata anche da Palazzo Chigi la contestata nomina di nomina di Mario Taglialatela a capo di gabinetto al Comune di Formia.

La vicenda, già oggetto di un’inchiesta della Procura della Repubblica di Cassino, ha così portato il commissario straordinario Silvana Tizzano, attualmente alla guida dell’ente locale, ad annullare tutti gli atti che hanno portato a quell’incarico e a disporre il recupero delle somme sinora spese dal Comune per lo stesso Taglialatela.

Il caso venne sollevato subito dalla minoranza consiliare e l’avvocato Pasquale Cardillo Cupo, principale esponente dell’opposizione, dopo essersi sentito rispondere che era tutto perfettamente in regola e che i suoi rilievi erano privi di fondamento, presentò una denuncia alla Procura di Cassino e segnalò il caso anche alla Corte dei Conti, ipotizzando un danno erariale.

Cardillo Cupo, di Fratelli d’Italia, sostenne che Taglialatela non poteva essere nominato capo di gabinetto essendo un dipendente pubblico da tempo in pensione, e che era stato inquadrato con un livello funzionale, economico e contrattuale, inferiore rispetto ai suoi più stretti collaboratori e componenti del gabinetto del sindaco.

Il sindaco Villa rivendicò la legittimità di quella nomina, avallata dal dirigente comunale dell’area economica e dell’ufficio personale Daniele Rossi, definendo “destituita di ogni fondamento la critica politica avanzata da parte delle minoranze nei confronti di un professionista unanimemente stimato e che aggiunge alla competenza oggettiva una dose umana caratteriale che sicuramente darà un concreto contributo alla macchina amministrativa”.

Il 9 novembre scorso, lo stesso Settore comunale economico-finanziario e personale ha poi chiesto al Dipartimento della funzione pubblica, presso la Presidenza del consiglio dei ministri, un parere circa la legittimità dell’assunzione.

La Funzione pubblica ha ora risposto, ritenendo quella nomina un’elusione del quadro normativo.

Una nomina dunque irregolare.

L’incarico, secondo il Dipartimento di Palazzo Chigi, sembrerebbe “configurare, in concreto, l’esercizio di una vera e propria funzione direttiva e di coordinamento all’interno dell’ente”.

E andrebbe appunto contro la norma in materia.

Lo stesso Rossi ha così proposto di annullare tutto e tale proposta è stata accolta dal commissario Tizzano, alla guida del Comune dopo la caduta anticipata della giunta Villa.

Il commissario ha firmato una specifica delibera, assistita dal segretario generale Alessandro Izzi, disponendo in autotutela l’annullamento di tutti gli atti adottati con cui è stata disposta la contestata assunzione a tempo determinato e a tempo parziale.

La Tizzano ha inoltre dato mandato al Settore economico-finanziario e personale di determinare le somme erogate dall’ente per l’incarico a Taglialatela e di procedere alla richiesta di rimborso delle stesse.

Ha infine dato mandato all’avvocatura affinché, in caso di mancata restituzione spontanea delle somme, proceda al recupero delle stesse in via giudiziale.

Sulla stessa vicenda inoltre, chiuse le indagini preliminari affidate alla Guardia di finanza, come ormai noto il procuratore capo di Cassino, Luciano d’Emmanuele, ha inviato tre avvisi di garanzia all’ex sindaco Villa, allo stesso Taglialatela e al dirigente Rossi, indagati con l’accusa di abuso d’ufficio e l’ormai ex capo di gabinetto anche per falso. ù

L’avvocato Cardillo Cupo, che aveva invitato il sindaco Villa ad annullare l’atto in autotutela, non ha voluto commentare ulteriormente la vicenda, limitandosi a dire: “Mi avesse dato ascolto si sarebbe risparmiato qualche soldino”.

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