Lottizzazione a Valle Rita, l’intervento dei proprietari

Lottizzazione a Valle Rita, l’intervento dei proprietari

Riceviamo e pubblichiamo:

In riferimento all’articolo giornalistico apparso sul portale h24 Notizie del 20.3.21 dal titolo “Un cavillo salva una lottizzazione in odore di abuso a Valle Rita” la famiglia del defunto M. R. rappresenta quanto segue: L’articolo giornalistico in oggetto, sia nel titolo (Un cavillo salva una lottizzazione in odore di abuso a Valle Rita) sia nel contenuto lede la memoria del suddetto defunto M.R. che appare come un furbetto abusivo che la scampa grazie ad un “cavillo burocratico”.

L’articolo invece di rappresentare la sentenza del Tar in tutti i suoi aspetti, mette in evidenza solo l’aspetto burocratico relativo al mancato annullamento della lottizzazione nel termine di legge dei 18 mesi, che è il tempo massimo previsto che la legge concede al Comune per annullare una lottizzazione che dovesse ritenere illegittima.

A parte che questo aspetto non è proprio un “cavillo” in quanto se il Comune approva una lottizzazione e poi a seguito di ciò rilascia un permesso di costruire, non può pretendere che la persona stia ferma ad aspettare 18 mesi per iniziare a costruire.

Nel caso di specie il Comune, dopo aver approvato la lottizzazione, non ha detto niente non per 18 mesi ma addirittura per 4 anni e 5 mesi ( lottizzazione approvata il 10.02.2015 – permesso di costruire del 26.01.2018- ordinanza di demolizione del 12.07.2019 a firma Ing., Cerbara) e poi stranamente viene a dire che la lottizzazione non era corretta quando il fabbricato residenziale è già quasi completato.

Ebbene nell’articolo non si esplicita che il Tribunale Amministrativo, oltre a ricordare che i 18 mesi sono un congruo lasso di tempo concesso dalla legge all’Ente pubblico per correggere eventuali errori che possa aver commesso nel rilasciare l’autorizzazione, ma che sono anche un limite temporale oltre il quale bisogna pur cominciare a considerare l’interesse del privato che ha confidato in buona fede nella correttezza dell’amministrazione, entra anche nel merito della procedura di approvazione seguita dal Rup dell’epoca.

Infatti il Tar, nel richiamare il ricorso di M.R., che ripercorre l’iter burocratico di approvazione, riconosce che il Rup dell’epoca, Arch. Ballerini, ha interpretato correttamente la legge 36/87 art.1bis, recuperando le manchevolezze della prima approvazione del 10.2.2015 messe in evidenza dalla Regione, la quale aveva richiesto una rettifica catastale del perimetro della lottizzazione e l’acquisizione dei pareri vincolanti e propedeutici (ASL, USI CIVICI e VAS: pareri tutti in capo all’ufficio tecnico) e ancora mancanti.

Quindi la modifica della lottizzazione è stata conforme al PRG, come variante non essenziale senza alcun abuso e senza alcuna sostituzione di tavole.

In conclusione il TAR ha accolto il ricorso di M.R. annullando le ordinanze di sospensione e demolizione; e inoltre, per finire, occorre precisare che lo stesso ha costruito un’abitazione di volumetria anche inferiore a quella consentita dalla legge.

La famiglia del defunto M.R.

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