Abitare la solitudine, l’ultima poesia di Antonio De Luca

Abitare la solitudine

Abito molto tempo
della vita
a pochi metri dagli scogli

la casa arcana
di storie
e versi stranieri

amori inscindibili
una cella modesta
davanti il vasto mare

le onde mi consumano
la pelle come la roccia
gli occhi dalla luce salata

il pensiero dall’ossessione del mare
dal vento del silenzio
pensare oltre la realtà

la vita mentale qui è di notte
le parole fanno l`amore tra di loro

il giorno la terra
la lavoro con le braccia

dell’umano stamattina
sto con Aristotele

In questi versi inediti, appena scritti dal poeta ponzese Antonio De Luca, traspare ancora una volta il suo amore per il Mediterraneo e per la sua Ponza.

Dalla poesia di De Luca emerge quel legame profondo degli isolani con la loro terra e con il mare, quell’intimo rapporto che è proprio di chi come i propri avi centinaia di anni fa ama ancora godere dei frutti della terra versando sudore dalla fronte e consumandosi le mani nell’attività dei campi.

Ma quello del poeta ponzese è anche uno sguardo rivolto al mondo, a quei Paesi lontani in cui l’artista non si è mai stancato di viaggiare, cercando di coglierne l’anima.

Viaggi ora possibili solo col pensiero, nell’attesa di poter mettere nuovamente uno zaino sulla spalla e guardare la cultura dei popoli del mare con gli occhi di un bambino e la profondità d’animo di chi alla cultura classica e al mito ha dedicato una vita.