Speronato e massacrato di botte, chiesti due rinvii a giudizio

Speronato e massacrato di botte, chiesti due rinvii a giudizio

Tentato omicidio. Con questa accusa è stato chiesto il rinvio a giudizio dei due imputati che, il 29 luglio dell’anno scorso, speronandolo su via Campovivo, a Borgo Montello, e mandandolo fuori strada, avrebbero cercato di uccidere il 56enne Fabrizio Bruno, originario di Anzio ma residente a Latina.

Emidio Cirolla, 40 anni, commerciante di auto di Nettuno, e Stefano Miozzi, 50 anni, di Nettuno, ex socio in affari della vittima, finiti davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Giorgia Castriota, hanno chiesto di essere giudicati con rito abbreviato, che in caso di condanna consente lo sconto di un terzo della pena.

Alla luce delle indagini svolte dalla polizia stradale, gli inquirenti ritengono che, dopo un folle inseguimento, Cirolla abbia speronato l’auto su cui viaggiava Bruno, facendola finire fuori strada, e che lo stesso abbia poi preso a calci e pugni la vittima già priva di conoscenza a causa dei traumi subiti nell’incidente.

Miozzi è invece stato a sua volta accusato di tentato omicidio in quanto si sarebbe trovato in auto con Cirolla.

Il movente del tentato omicidio infine sarebbe legato a problemi di lavoro e alla compravendita di un’auto andata male.

Il pm e le difese discuteranno in aula il prossimo 14 aprile.

Cirolla era stato arrestato subito dopo i fatti e Miozzi a gennaio.

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