Forno crematorio, anche da Formia sostegno alla petizione “contro chi vuole privatizzare anche la morte”

“Seguiamo da sempre con attenzione l’attività politica della vicina Gaeta, perché nella città nostra cugina succedono fatti che poi si ripercuotono inevitabilmente sui territori circostanti. Lo conferma il caso del forno crematorio denunciato dai compagni del circolo ‘Mariano Mandolesi’ del Partito Comunista“. A parlare, è il Collettivo comunista autonomo di Formia, intervenuto sul discusso ‘Giardino della cremazione’.

Nella città vicina l’amministrazione guidata dal sindaco Mitrano, sostenuta da un’alleanza tra Partito Democratico e Forza Italia, a cui vanno aggiunti cespugli vari, ha deciso – con deliberazione di consiglio comunale numero 64 del 25/11/2020 – di confermare l’affidamento di un forno crematorio ad un privato, che verrà scelto tramite un Project Financing per un periodo complessivo di 30 anni ponendo a base di gara un valore di circa 18,3 milioni di euro e questo in cambio di un canone irrisorio di concessione di 13.500 euro l’anno.

D’altronde cosa aspettarsi da chi – insieme al partito di appartenenza e agli alleati del Partito Democratico – è alla base del consenso politico di cui gode Acqualatina nelle nostre terre e degli orrori che questa produce a danno di noi cittadini.

Ci viene da dire che dopo la vita (l’acqua) nella vicina città di Gaeta vogliono privatizzare anche la morte. Bene hanno fatto i compagni gaetani prima a lanciare l’allarme e poi a coinvolgere i cittadini del golfo con una petizione contro il forno crematorio.

E’ nostra intenzione sostenere la raccolta firme, per impedire l’ennesimo scempio del nostro territorio, messo da anni a dura prova da una politica che invece di difendere gli interessi della collettività preferisce sostenere gli interessi di alcuni privati.

La petizione è l’occasione giusta per riappropriarci della nostra capacità di autogovernarci, lontano dai consigli comunali delle nostre città, dove la democrazia muore ogni giorno, a causa di quanti li hanno trasformato i nostri territorio in tristi luoghi di saccheggio, nei quali si tutelano i privilegi di pochi a danno dei diritti di noi comuni cittadini, soprattutto di quanti appartengono alle fasce popolare più deboli.

Sarà possibile firmare la petizione popolare presso la nostra sede – in via Maiorino n.31 – ogni due settimane, iniziando dal prossimo giovedì 18 marzo (dalle ore 15.00 alle 17.00). Diamoci una mossa prima che sia troppo tardi”.