I reperti sequestrati a Fondi? Collezionati dal pittore Purificato

I reperti sequestrati a Fondi? Collezionati dal pittore Purificato

I reperti archeologici sequestrati venerdì pomeriggio dai carabinieri della Tenenza di Fondi erano del maestro Domenico Purificato. Scomparso nel 1984, lasciando in eredità la villa di Ponte Tavolato teatro del blitz dei militari dell’Arma – sopraggiunti per la segnalazione di un tentato furto – e le antichità raccolte nel corso dei decenni. Quasi tutte in bella vista nel giardino di pertinenza dell’immobile. E presenti da tempo immemore: c’erano anche quando, tra gli anni Settanta e Ottanta, la villa era frequentata dalle autorità locali e nazionali nell’ambito del premio “La Pastora”, istituito proprio dal grande pittore fondano. Un amante dell’arte a tutto tondo, per un piccolo tesoro storico detenuto secondo le ricostruzioni illegalmente. Circostanza che a margine della venuta dei carabinieri ha portato alla denuncia della figlia, accusata di «impossessamento illecito di beni culturali appartenenti allo Stato».

Due busti, due capitelli, due iscrizioni, un piccolo sarcofago, un’edicoletta votiva, elementi marmorei decorati di rilievo, anfore, blocchi architettonici e lastre di pietra lavorati a gradina. Di tutto un po’, tra i reperti finiti sotto chiave, nel frattempo portati al sicuro nel museo civico.

«Sono giorni di studio intenso – spiega il direttore del museo Alessandro De Bonis, anche perito per la valutazione delle opere – ci sono infatti opere romane dell’età repubblicana e imperiale ma anche elementi ceramici del periodo medievale. Stiamo ancora approfondendo ma, da un primo studio, emergono spunti interessanti per ricostruire l’evolversi del contesto culturale dall’età romana all’età tardo antica, fino al periodo medievale. Quanto rinvenuto nella villa è, sostanzialmente, uno spaccato della storia artistica locale relativa ad un arco temporale di oltre mille anni. Particolarmente interessanti le due iscrizioni sulle quali sono in corso ulteriori approfondimenti».

«I rinvenimenti degli ultimi mesi hanno notevolmente arricchito la collezione del museo civico – commenta il responsabile di zona della Soprintendenza, Francesco Di Mario – e questo porta a prendere in considerazione una rivalorizzazione della struttura museale dato che i nuovi reperti acquisiti negli ultimi mesi, oltre ad essere molto numerosi, sono anche di grande pregio».

Alle parole del soprintendente fa eco l’appello del sindaco Beniamino Maschietto e dell’assessore alla Cultura Vincenzo Carnevale che invitano i cittadini «a consegnare alle autorità eventuali reperti storici, evitando ripercussioni penali e conseguenze spiacevoli». «Ancora una volta – aggiungono – ringraziamo i carabinieri e la Soprintendenza il cui lavoro congiunto ha consentito di recuperare reperti antichissimi e, allo stesso tempo, di riportare alla luce frammenti della storia millenaria della nostra città. Il responsabile di zona della Soprintendenza Francesco Di Mario e l’archeologo nonché direttore del museo Alessandro De Bonis da giorni sono al lavoro per ricostruire la storia di ogni singolo reperto. Si tratta, sostanzialmente, di un interessante spaccato di storia romana e medievale locale che ci auguriamo di poter presto conoscere meglio e condividere con la città».

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