Vaccino Covid: per un’invalida di 99 anni appuntamento a maggio

Vaccino Covid: per un’invalida di 99 anni appuntamento a maggio

Da giorni, da parte della Regione Lazio si susseguono le note stampa con gli aggiornamenti sulla somministrazione del vaccino anti-Covid. Diverse, e a scaglioni, le fasce di popolazione di volta in volta interessate. Con un occhio di riguardo per i soggetti più deboli, maggiormente a rischio. Categorie vulnerabili che in teoria dovrebbero vedersi inoculare l’agognato siero Pfizer-Biontech prima di altre, accedendo a percorsi dedicati. Eppure non sempre è così. La campagna vaccinale – già in salita per le oggettive difficoltà legate al gran numero delle persone da immunizzare – va avanti palesando diversi cortocircuiti, gestionali e burocratici. Tra gli esempi indicativi di questo stato di cose, il caso di un’anziana di Formia: a quasi cent’anni dovrà attendere il proprio turno per mesi. Proprio così.

Per la donna, la 99enne Livia, un secolo di vita il prossimo 2 ottobre, invalida civile costretta alla carrozzina, l’appuntamento con la prima dose del vaccino è stato fissato per il prossimo 2 maggio presso l’ospedale Dono Svizzero, mentre il richiamo per il 23 dello stesso mese. Una prenotazione avvenuta domenica 7 marzo per via telematica, tramite il sito della Regione Lazio, e che considerando le tempistiche d’attesa ha lasciato sgomento il figlio.

“Mi sembra francamente assurdo che mia madre debba attendere tutto questo tempo”, racconta con amarezza. “Soprattutto visto l’incedere dell’emergenza sanitaria da Covid, che nelle ultime settimane ha ripreso prepotentemente piede. E invece a quasi cento anni è costretta ad affrontare un ritardo che ritengo spaventoso. Mentre, ormai è notizia di quasi tutti i giorni, in Italia c’è chi fa ricorso a corsie privilegiate o riesce addirittura a farsi vaccinare senza averne diritto. Incredibile”.

 

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