Caporalato, chiesti 4 anni di carcere per il presidente della coop Agri

Caporalato, chiesti 4 anni di carcere per il presidente della coop Agri

Quattro anni di reclusione e 150mila euro di multa.

Questa la richiesta di condanna fatta dal pm Giuseppe Miliano per Luca Di Pietro, imputato nel processo “Commodo”, relativo a una associazione per delinquere finalizzata allo sfruttamento del lavoro, all´estorsione, all’autoriciclaggio, alla corruzione e ai reati tributari.

L’imputato, presidente della cooperativa Agri Amici, arrestato due anni fa dalla Polizia, secondo gli inquirenti si occupava del trasporto dei braccianti, in larga parte extracomunitari, e di vigilare su di loro.

Ha scelto di essere giudicato con rito abbreviato e il processo è in corso davanti al giudice per l’udienza preliminare del Tribunale di Latina, Giuseppe Molfese.

La sentenza è attesa per il prossimo 23 marzo.

Gli altri imputati, il sindacalista Marco Vaccaro, all’epoca dei fatti impegnato con la Fai Cisl, Luigi Battisti, di Latina, titolare della cooperativa Agri Amici, Daniela Cerroni, di Priverno, Nicola Spognardi, dipendente dell’Ispettorato del lavoro, e Chiara Battisti, di Latina, hanno scelto invece il rito ordinario e il processo per loro è in corso davanti al Tribunale di Latina.

Gli imputati, secondo gli inquirenti, reclutavano e sfruttavano stranieri centrafricani e rumeni, distribuendo illecitamente manodopera, tramite la coop Agri Amici, a centinaia di azienda agricole committenti, monopolizzando il settore nelle provincie di Latina, Roma, Frosinone e Viterbo.

Gli stranieri sarebbero stati traportati nei campi a bordo di pulmini sovraffollati, privi dei più elementari sistemi di sicurezza, e costretti ad affrontare una giornata lavorativa di almeno 12 ore a fronte di una retribuzione inferiore alla metà della paga prevista dal contratto collettivo nazionale di lavoro del settore.

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