Stabilimento La Vela, sequestro “blindato” dal Riesame

Stabilimento La Vela, sequestro “blindato” dal Riesame

“Emerge chiaramente che i pareri favorevoli che hanno preceduto la Scia, e quindi la realizzazione delle opere, non solo sono stati conseguiti sulla base di presupposti erronei, ma non si riferiscono nemmeno alle opere per come realmente eseguite”.

Queste alcune delle motivazioni, appena depositate, in base alle quali il Tribunale del Riesame di Latina ha confermato il sequestro dello stabilimento balneare “La Vela”, di Terracina, respingendo il ricorso dell’imprenditore Vincenzo Costagliola.

Il 23 dicembre scorso gli investigatori del locale Ufficio circondariale marittimo, su disposizione del procuratore aggiunto Carlo Lasperanza e dei sostituti Giuseppe Miliano e Valerio De Luca, hanno apposto i sigilli al cantiere edile nell’area dell’attività balneare, in viale Circe, dove era in corso la costruzione di un nuovo lido.

Un blitz scattato dopo gli accertamenti compiuti a seguito di segnalazioni fatte da alcuni cittadini e soprattutto dal Circolo Legambiente Terracina.

Le guardie costiere si sono concentrate sulle innovazioni attuate dal concessionario dell’area demaniale marittima, tese ad un ampliamento volumetrico delle superfici coperte di oltre l’800%, nonché altri interventi di nuova costruzione.

Eseguito il sequestro, è iniziato poi l’esame dei titoli abilitativi edilizi e demaniali ed è stata analizzata la mancanza delle previste autorizzazioni paesaggistiche per l’intervento.

“Le difese – viene specificato nell’ordinanza emessa dal Riesame – hanno sostanzialmente ammesso, pur negando che ciò comportasse un aumento di volumetria, che la società committente ha concretamente occupato un’area molto maggiore rispetto a quella assentita”.

Per i giudici, infine, non si può affermare che l’indicazione di una particella catastale diversa da quella nella quale è stata costruita la struttura incriminata rappresenti un mero errore materiale, quando quest’ultima particella, diversamente da quella indicata in Scia, risulta ricompresa nel Piano territoriale paesistico, a cui si riferisce la tavola dei vincoli richiamati nel Piano di utilizzazione degli arenili, con la conseguenza, in base alle relative previsioni, che in tale area le uniche attività consentite sono interventi edilizi su manufatti esistenti, purché regolarmente autorizzati, con la condizione che non comportino aumenti delle cubature, superfici utili, altezze e sagome d’ingombro attuali, a condizione che siano compatibili con le finalità del Ptp di conservazione ed eventuale potenziamento della vegetazione esistente, e di protezione ed eventuale ripristino della duna litoranea e della relativa vegetazione.

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