Forno crematorio, il Partito Comunista ai cittadini: “Non lasciatevi scoraggiare”

La pubblicazione del bando di gara per la realizzazione di un impianto di cremazione in zona S. Angelo che verrebbe affidato per 30 anni ai privati tramite Project Financing e la sicurezza ostentata dagli amministratori nel dire di voler tirare dritto non devono ingannare. La verità è che proprio questa apparente accelerazione ed il relativo clamore mostrano la grande preoccupazione per la mobilitazione dei residenti contro tale iniziativa, che si sta già estendendo al resto della città e addirittura ad altri comuni limitrofi, comprendente una petizione popolare che riscuote consensi crescenti.

La Giunta Mitrano, sostenuta dalle destre e dal PD, si è resa conto del fatto che ci sono tutti gli elementi per una bella frittatona e corre ai ripari cercando di fiaccare il morale degli antagonisti sul nascere, dando l’idea che i loro sforzi saranno comunque inutili. E’ vero l’esatto contrario e proprio per questo bisogna procedere con determinazione ancora maggiore. In realtà Mitrano e i suoi sodali hanno capito benissimo che questa battaglia non riguarda solo i residenti della zona ma sta diventando già un simbolo della resistenza alle politiche di depauperamento del territorio, di attacco alla salute e ai diritti collettivi a vantaggio di pochissimi, vero e proprio filo conduttore delle politiche sostenute negli ultimi 10 anni a Gaeta.


Sempre più sono i cittadini che vengono a sottoscrivere la petizione indignati rendendosi conto del fatto che se oggi tocca soprattutto ad alcuni domani una simile ingiustizia colpirà anche altri e che per questo bisogna reagire, bisogna creare un fronte comune.  E’ quanto accadde ad esempio con la grande mobilitazione vincente contro l’inutile mega parcheggio che avrebbero voluto realizzare a Villa delle Sirene, sempre attraverso Project Financing e sempre con alti rischi per il quartiere ed i residenti. Ci ricordiamo bene di quella battaglia perché anche in quell’occasione, proprio come adesso, i Comunisti con orgoglio furono in prima linea. Anche allora gli amministratori fecero dapprima orecchie da mercante, poi mostrarono grande sicurezza e arroganza, senza accettare alcun confronto, dialogo o compromesso, anzi accelerarono l’iter. Anche allora l’iniziativa godeva di un consenso apparentemente granitico all’interno del Consiglio comunale e della Giunta, di pareri tecnici ampiamente favorevoli, di un percorso burocratico in dirittura d’arrivo.  Anche in quell’occasione infine fu aperto un bando. Intanto però i cittadini non si fecero intimidire, proseguirono e la protesta si allargò con assemblee continue e partecipazione crescenti, il dissenso dilagò. Questo produsse le prime crepe all’interno dell’allora maggioranza di governo. Chi non traeva benefici diretti dall’operazione in corso non voleva più essere associato ad una tale forzatura di cui avrebbe pagato comunque il conto di fronte al proprio elettorato. Il bando ci fu ma anche grazie al clima determinatosi andò deserto. L’unica ditta che si presentò stranamente lo fece in ritardo. Il bando non fu mai riaperto ed il Sindaco, che fino al giorno prima ostentava tanta sicurezza e arroganza, dovette promettere solennemente con la coda tra le gambe in Consiglio che il progetto sarebbe stato definitivamente accantonato. Oltre a ciò quella mobilitazione costrinse l’amministrazione Mitrano a rivedere e rallentare il suo intero piano di grandi opere finalizzate ai parcheggi in città che, ricordiamo, nelle previsioni iniziali dovevano essere addirittura 9.

Inoltre l’intera villa beneficiò subito di un restyling riparatore che gli amministratori dovettero mettere in campo per cercare di rifarsi un’immagine.

Questa vicenda mostra benissimo come e perché proprio come allora i cittadini che si oppongono al progetto di realizzazione di questo impianto di cremazione non devono demordere, poiché contrariamente a ciò che può sembrare anche questa battaglia si può e si deve vincere. Oggi più che allora, anzi, la prossimità delle elezioni Comunali fornisce a questa mobilitazione una maggiore forza e capacità di incidere poiché in un momento del genere, più che di solito, chi amministra teme di perdere consensi. La verità è che, contrariamente a quanto vogliono farci credere, se la mobilitazione prosegue Mitrano ha praticamente già perso e questo perché esistono solo due possibilità davanti a lui. Nella prima, come probabile, sarà costretto a fermarsi di fronte alla mobilitazione crescente proprio come accadde a Villa delle Sirene. Nella seconda riuscirà a realizzare un progetto che nessuno vuole colpendo il territorio e la salute dei cittadini per sostenere gli interessi speculativi di pochi e probabilmente già noti, commettendo così un errore politico irrimediabile e facendo pagare un prezzo politico altissimo a tutta l’attuale compagine di governo cittadino e ai ristretti interessi che essa rappresenta. In ogni caso il PC rimarrà fino all’ultimo a fianco dei cittadini anche in questa battaglia”.

E’ quanto hanno reso noto i rappresentanti del Partito Comunista di Gaeta, sezione ‘Mariano Mandolesi’.