Horeca Fondi Uniti: “Associazioni finalmente insieme per stesura manifesto”

Horeca Fondi Uniti: “Associazioni finalmente insieme per stesura manifesto”

Non era mai accaduto che federazioni, associazioni, movimenti, produttori e imprenditori leader del mondo dell’ospitalità si riunissero insieme per discutere una strategia in comune. Lo hanno fatto online, nel contesto del ciclo di trasmissioni web tv sulla pagina Facebook della piattoforma ApeTime dal nome Hospitality, la prima tavola rotonda nazionale in diretta. La prima puntata, andata in onda la sera del 14 febbraio, è stata incentrata sull’argomento: riapertura di bar e ristoranti dopo le 18, si o no. E se sì, come?

Tra le tante associazioni nazionali di categoria, anche Horeca Fondi Uniti, un’associazione del settore che da mesi lavora e che respira nella nostra terra.  “Per noi è stato un onore essere stati invitati a lavorare allo stesso tavolo con importanti associazioni di carattere nazionale, vuol dire che il lavoro serio e scrupoloso che stiamo facendo con energia e dedizione sta portando i frutti sperati e sta creando interesse non solo nella nostra terra in cui operiamo da tempo, ma anche in altre regioni lontane dove il nostro spirito è diventato di esempio per tanti del settore” spiega il presidente di Horeca Fondi Uniti, Giuseppe Capotosto.

“Ci sono troppe divisioni nel settore, occorre fare sistema per agevolare la riprese delle attività nel segno della sicurezza. Ecco perché nessuno ha esitato ad accettare l’invito di Nicole Cavazzuti a partecipare alla tavola rotonda organizzata su ApeTime”, commenta Alfredo Zini, presidente di Botteghe Storiche di Milano, Monza, Lecco e Brianza. Insieme a lui, si sono confrontati Aldo Cursano, vice presidente vicario della Fipe, Claudio Pica, segretario di Fiepet Confesercenti Nazionale, Giulio Amorosetti, segretario di IHN, Roberta Pepi, fondatrice dell’associazione Roma più bella, Giuseppe Capotosto, presidente di Horeca Fondi Uniti, Alice Buttazzoni, direttore commerciale di Opificium Spirits, Leonardo Veronesi, titolare di Riva Bar a Riva del Garda e Giovanni De Filippis, bar manager del Red’s Cibarie e Miscele di Fondi. Assente, per problemi tecnici, Ferdindando Parisella, segretario di M.I.O. Italia, che ha seguito comunque in diretta la tavola rotonda su Facebook.

“Il settore merita rispetto! Siamo un settore determinante per l’Italia, sia sotto il profilo economico ma soprattutto occupazionale, le attività sono solo la punta di un immenso iceberg che rappresenta una lunga filiera fatta di eccellenze e punti percentuali del nostro PIL. Lavorare uniti ad un manifesto da presentare al governo, rappresenta un passaggio storicamente importante per tutta la categoria. Come presidente di Horeca Fondi Uniti non posso che essere orgoglioso di esserne attivi protagonisti”, aggiunge Giuseppe Capotosto di HFU.

L’incontro è durato un’ora e mezza. La notizia principale è l’inedita promessa reciproca di impegnarsi a redigere un manifesto in comune per suggerire insieme strade percorribili al governo. Un’ambizione condivisa anche da M.I.O. Italia. Diciamolo: non sarà facile, perché le differenze di visione tra le parti interessate non mancano. Anzi. Ma ci sono anche dei punti in comune. Per esempio, tutti sono d’accordo sulla richiesta di riaprire fino alle 22, ma solo se fosse garantita una continuità lavorativa, e consci della necessità di spostare il coprifuoco almeno alle 23, qualora si optasse per questa soluzione. Nessuno vuole aprire i locai nel nome della disubbidienza civile e tutti osservano che per la ripresa del settore dell’ospitalità e per il rilancio dell’economia sia necessario che lo Stato prenda decisioni con una prospettiva di medio e lungo periodo. Diversamente, è impossibile organizzare e pianificare il lavoro. E si rischia di fallire.

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