Vigilanza privata, lavoratori senza tutela: appello al Ministro del Lavoro

Preoccupata presa di posizione del Segretario Generale del Sindacato CLAS, Davide Favero, dopo quanto accaduto a Latina

Vigilanza privata, lavoratori senza tutela: appello al Ministro del Lavoro

La disdetta del Contratto integrativo provinciale della Vigilanza Privata da parte di una società di Latina, con la conseguente decadenza di alcune tutele contrattuali e la decurtazione del salario, rappresenta un pericoloso precedente che potrebbe essere emulato dalle oltre 1.300 imprese della vigilanza a livello nazionale a discapito degli oltre 70mila lavoratori occupati nel settore e dei loro salari.

Per questo chiediamo un intervento del Ministero degli Interni e del Ministero del Lavoro”.

E’ la preoccupata presa di posizione del Segretario Generale del Sindacato CLAS, Davide Favero, dopo quanto accaduto a Latina.

Davide Favero

“Oltre il danno anche la beffa per i lavoratori addetti come Guardie Particolari Giurate nel settore della Vigilanza Privata – continua Favero – Questi fatti portano nuovamente al centro del confronto l’impellente necessità di riformare il comparto attraverso una normativa volta a migliorare e garantire le condizioni lavorative, contrattuali ed economiche del settore e di tutti i lavoratori impiegati.

Le Guardie Particolari Giurate fanno parte di una categoria di lavoratori con il salario fra i più bassi e sottopagati d’Italia, con una media retributiva di circa 7 euro l’ora.

A tutto questo si aggiunge il mancato rinnovo del Ccnl di settore, applicato dalla stragrande maggioranza delle aziende, scaduto ormai da 5 anni. Continuare a far pesare solo ed esclusivamente sulle spalle e sulle tasche dei lavoratori questa vergognosa situazione è inaccettabile. La categoria della vigilanza versa in situazioni disastrose, le condizioni lavorative, contrattuali e salariali dei lavoratori sono ridotte ai minimi termini. Nonostante ciò tali lavoratori sono presenti ovunque vada garantita la sicurezza pubblica e privata, particolarmente in questa fase pandemica, con maggiori responsabilità e con un rischio molto più alto”.

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