Video pedofili inviati tramite Kik, indagato un artista

Video pedofili inviati tramite Kik, indagato un artista

Dalle indagini in Canada contro la pedopornografia a un blitz in provincia di Latina.

A meno di un mese dall’arresto di un 24enne nel capoluogo pontino, spunta un nuovo caso sospetto.

A finire indagato questa volta è stato un 44enne, originario di Latina e residente alla periferia di Sabaudia.

Monitorando sempre i file inviati tramite Kik, un’applicazione di messaggistica istantanea, gli investigatori canadesi hanno notato un video sospetto e inviato la segnalazione alle autorità italiane.

Il sostituto procuratore della Repubblica di Roma, Pantaleo Polifemo, ha così aperto un fascicolo per pornografia minorile a carico di un artista pontino, S.I. le sue iniziali, in passato finito accusato di omicidio colposo dopo un drammatico incidente, finito nei guai a un rave party e con alcuni problemi per guida in stato d’ebbrezza, per cui gli è stata anche tolta la patente.

Il magistrato ha ordinato una perquisizione, per cercare il file sospetto, e a casa del 44enne, difeso dall’avvocato Enrico Quintavalle, ha bussato la polizia postale di Latina.

All’indagato a Sabaudia è stato sequestrato il telefonino e le schede di memoria, dispositivi sui quali sembra siano già stati individuati dei video pornografici con protagoniste ragazzine di età compresa, apparentemente, tra i 10 e i 12 anni.

Materiale che ora dovrà essere analizzato.

Sempre per una segnalazione analoga e dopo l’apertura di un fascicolo da parte del sostituto procuratore Polifemo, a fine gennaio la Postale aveva appunto perquisito anche un 24enne di Latina, A.Z. le sue iniziali, un insospettabile che vende mangime per uccelli tramite internet, residente in un borgo a due passi dalla città.

A casa del giovane erano però stati trovati centinaia di video con protagonisti bambini, tutti maschi, tra i 2 e i 5 anni, ripresi in scene particolari di sesso che sconfinavano di frequente nelle peggiori torture.

Il giovane era stato quindi arrestato.

Su di lui aveva aperto, per quell’archivio degli orrori, una seconda inchiesta il sostituto procuratore della Repubblica di Latina, Daria Monsurrò, e dopo averlo interrogato il gip Giorgia Castriota lo aveva messo ai domiciliari.

You must be logged in to post a comment Login

h24Social
[ff id="2"]