L’ex consigliere Lombardi e la denuncia: “Assunti abusi edilizi di un normale cittadino”

L’ex consigliere Lombardi e la denuncia: “Assunti abusi edilizi di un normale cittadino”

L’ex consigliere comunale di Formia Christian Lombardi, avvocato, ha scritto alla redazione di h24notizie chiedendo «la rettifica» di un nostro articolo:  “Abusivismo edilizio, denunciato l’ex consigliere comunale Lombardi”. Innanzitutto, par di capire, all’ex consigliere – in carica fino a una manciata di settimane fa e da anni attivissimo nella politica locale, realtà in crescente fermento in vista delle elezioni – duole essere inquadrato come tale. Lo si chiami avvocato. Lo si chiami signor Lombardi, magari. Però no: non si sottolinei che è un fresco ex consigliere. Soprattutto se in relazione a faccende di cronaca legate a presunti abusi edilizi. Lui è un «normale cittadino», sostiene. E nella richiesta di rettifica lo ribadisce a più riprese. Nell’occasione, riteniamo la sua posizione un assunto che non collima con la visione giornalistica avuta da h24notizie. Eppure, ne prendiamo atto. Ebbene: in merito all’articolo, il «normale cittadino» Lombardi cosa contesta in particolare? Se scritto «senza virgolette e specifiche», afferma, «forse il termine denunciato è quantomeno intempestivo». Sottolineando: «Ciò, naturalmente, almeno per ora, un domani si vedrà!». Nel dubbio che possa non entrare in testa, ripetiamolo in sequenza: «(…) forse il termine denunciato (senza virgolette e specifiche) è quantomeno intempestivo. Ciò, naturalmente, almeno per ora, un domani si vedrà!». In coda alla comunicazione redatta nelle vesti di avvocato di se stesso, il «normale cittadino» Lombardi si dice «fiducioso nell’operato dell’Ufficio Tecnico anche in ragione dei documenti producendi nonchè, se vi sarà bisogno, della Magistratura».

Ed ecco, passaggio per passaggio, la richiesta di rettifica all’articolo sulla denuncia:

«Nello stesso, vengono evidenziate le seguenti circostanze:
1) il sottoscritto (nome e cognome in bella vista) sarebbe stato “denunciato alla Procura della Repubblica di Cassino, con l’accusa di abusivismo edilizio”;
2) il sottoscritto si sarebbe “lamentato delle difformità in un muro realizzato da un vicino … il manufatto sarebbe stato di alcuni centimetri più alto rispetto a quanto consentito”.
Orbene, premesso che lo scrivente non ha, attualmente, alcuna carica pubblica e che, pertanto, la (pseudo)notizia riguarderebbe un normale cittadino.
Premesso che la contestazione di assunti (n.b.: l’aggettivo non è casuale visto che la contestazione è in istruttoria) abusi edilizi di un normale cittadino non dovrebbero essere, in teoria, di dominio pubblico, non fosse altro poiché non ancora appurati nella loro effettiva entità e concretezza.
Ciò premesso, corre l’obbligo chiedere la rettifica dell’articolo evidenziando:
1) Il Comune di Formia ha effettuato un sopralluogo in data 19/01/2019 (l’anno è un refuso dell’avvocato Lombardi, ndr) presso la proprietà dello scrivente (ma anche di altra persona che, quale normale cittadino – com’è lo scrivente! – giustamente non viene citato);
2) Tale proprietà è stata acquisita dallo scrivente soltanto nel 2012;
3) Nel corso del sopralluogo sono state formulate alcune osservazioni per opere realizzate tutte in periodo sicuramente antecedente il 2012 (alcune addirittura risultanti da immagini satellitari del 1988, allorché lo scrivente non era neanche maggiorenne).
4) Per alcune di dette osservazioni, lo stesso verbalizzante fa presente che pende, poiché non ancora esitata, istanza di condono edilizio ex l. 724/1994 datate 01/03/1995.
5) A dette osservazioni lo scrivente (ma neanche l’altra persona) non ha saputo fornire giustificazioni per due ordine di motivi:
     a)  perché, come detto, tutte contestazioni risalenti ad un periodo di gran lunga precedenti il 2012;
     b) – perché il tecnico incaricato dei lavori (e del condono) è il padre dello scrivente, purtroppo, defunto in data 09/01/2021 (dieci giorni prima il sopralluogo).
Ciò detto, si sta ricostruendo il fascicolo con il nuovo tecnico incaricato e, già, si è evidenziato al Comune che sembrano che agli atti dell’Ufficio manchino alcuni documenti (ad es.: una denuncia di inizio attività datata 29/05/1996. Tale D.I.A. risulta da una comunicazione effettuata in data 17/07/1996 alla Regione Lazio, Settore LL.PP. di Latina).
Inoltre, per quanto possibile immaginare, allo stato dell’arte, vi è l’esposto del vicino e la comunicazione di rito del verbale del Comune alla Procura della Repubblica; per il quale, forse il termine denunciato (senza virgolette e specifiche) è quantomeno intempestivo. Ciò, naturalmente, almeno per ora, un domani si vedrà!».
A seguire, nella richiesta di rettifica l’avvocato Lombardi se la prende con uno specifico passaggio dell’articolo ‘incriminato’: “(…) In particolare Lombardi avrebbe sostenuto che il manufatto sarebbe stato di alcuni centimetri più alto rispetto a quanto consentito”. A detta di Lombardi, cosa c’è che non quadra? Scrive: «Sul punto preme evidenziare al cronista che il limite di legge è 1 metro (ma anche, abbondando, 1,30 m), il manufatto de quo nella parte più alta è pari a 2,50 m … giusto qualche cm in più. Ciò, naturalmente, solo con riferimento al manufatto ed a prescindere da altro!».
«Fiducioso nell’operato dell’Ufficio Tecnico anche in ragione dei documenti producendi nonchè, se vi sarà bisogno, della Magistratura, si chiede, da cittadino senza cariche pubbliche, la rettifica del vostro articolo».

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