Qualità delle acque nei pressi degli scoli in mare: l’allarme di Legambiente Sud Pontino

Qualità delle acque nei pressi degli scoli in mare: l’allarme di Legambiente Sud Pontino

Le spiagge costituiscono una straordinaria risorsa ambientale e turistica – dichiara Dino Zonfrillo, Presidente di Legambiente Sud Pontino nell’illustrare i risultati allarmanti dei campionamenti effettuati dalla associazione ambientalista sulla qualità delle acque degli scoli a mare sul litorale di Minturno a cui seguiranno quelli imminenti a Formia e Gaeta – ma sono anche spazi vissuti da milioni di persone per diversi mesi all’anno.

Oggi rendiamo noti i risultati dei primi campionamenti eseguiti per ricercare eventuali inquinamenti da possibili sversamenti fognari e scarichi abusivi. Si tratta della più dettagliata indagine Citizen Science mai effettuata sul nostro territorio eseguita dal Laboratorio di Biologia Marina di Legambiente Sud Pontino che si avvale delle più moderne tecnologie adottate negli Stati Uniti e recentemente riprese anche da molte ARPA.

L’iniziativa – ci tiene a sottolineare l’associazione ambientalista –  è un fermo immagine dettagliato dello stato di salute  degli scarichi che si riversano sulle nostre spiagge in base ai prelievi eseguiti nei primi giorni di febbraio.

I parametri indagati sono microbiologici, Enterococchi intestinali ed  Escherichia Coli, batteri comunemente presenti negli scarichi fognari ed indicatori riconosciuti di inquinamento. Vengono considerati come “ Inquinati ” – precisa Legambiente – i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore limite previsto dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia e “Fortemente Inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo.

La nostra indagine – entra nel merito Dino Zonfrillo – ha messo in evidenza che su 7 campionamenti effettuati ben 4 risultavano fortemente inquinati, superando alcuni persino 10 volte il valore ritenuto idoneo alla normativa, altri 2 inquinati  e 1 nei limiti. Questo è il momento migliore per affrontare questi argomenti  e adottare soluzioni – aggiunge –  lontano dall’inizio della stagione balneare che quest’anno è stata particolarmente difficile.

La sfida che vogliamo lanciare è di aprire un confronto sul futuro delle spiagge basato su dati scientifici aggiornati. ll nostro monitoraggio non ha la pretesa di sostituirsi ai controlli dell’ARPA ma punta a scovare le criticità. “Chiediamo ai Comuni,  – conclude Legambiente  –  e agli Enti preposti di fare azioni concrete per riqualificare il nostro mare”.

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