Venditti e il guanto di sfida all’Amministrazione: “Giustizia sociale come giustizia ecologica”

Venditti e il guanto di sfida all’Amministrazione: “Giustizia sociale come giustizia ecologica”

Il consigliere comunale di opposizione di Fondi Salvatore Venditti (Camminare Insieme) dopo il consiglio comunale del 2 febbraio, ha preso carta e penna e spiegato le proprie ragioni non solo in merito la questione della proposta della Provincia per un sito di stoccaggio a Fondi, ma rilanciando un’idea politica quanto meno originale, il tema della “giustizia ecologica”.

“Nella serata del 2 febbraio 2021 il Consiglio Comunale, all’unanimità, si è dichiarato contrario alla possibile individuazione, ad opera dell’Amministrazione Provinciale, di una zona di stoccaggio di rifiuti inerti, derivanti dalla componente secca dei rifiuti urbani, nel territorio di Fondi.

Prima di arrivare ad esprimere la forte contrarietà sulla questione, c’è stato un percorso di approfondimento e studio di possibili soluzioni con il gruppo politico Camminare Insieme, con diverse associazioni – ambientaliste e non – e con molti cittadini. Rispediamo, quindi, al mittente le accuse di non esserci rimboccati le maniche e aver pensato solo a scrivere il discorso da tenere in diretta streaming.

Abbiamo accuratamente spiegato in Consiglio Comunale le nostre motivazioni, che sono le stesse dei tecnici della Provincia di Latina, per cui Fondi non è e non può essere idonea ad accogliere un sito di stoccaggio di rifiuti inerti. Ma, come spesso proviamo a fare, abbiamo cercato di andare oltre la semplice questione e affrontare una tematica importante per il cittadino e lo sviluppo sostenibile e green della città. Rispediamo, quindi, al mittente le accuse di “voler sviare, raccontare chiacchiere inutili e far passare notizie che non sono vere alle orecchie dei cittadini dire cose non veritiere”. Se parlare di Ambiente, sviluppo sostenibile e green è ritenuto inutile, alziamo bandiera bianca e iniziamo a partecipare alle sedute del Consiglio Comunale soltanto per ratificare – con un voto favorevole o contrario – i punti all’Ordine del Giorno.

Quella di “Pantanello”, a differenza di altre zone presenti nell’area sud del territorio provinciale, nella relazione dei tecnici della Provincia è stata dichiarata non idonea a causa di fattori escludenti e condizionanti, di natura ambientale; esattamente gli stessi per i quali riteniamo che quella di relegare la zona “Pantanello” ad Area industriale – di cui spesso ci si è vantati pubblicamente e nei programmi elettorali – è stata una scelta più che discutibile. La motivazione è molto semplice: si tratta, infatti, di una zona molto importante dal punto di vista ambientale, soprattutto per la biodiversità presente. Allo stesso tempo, come tutte le zone umide, è caratterizzata da delicati equilibri che la rendono molto vulnerabile. In questo ambito territoriale erano presenti, e lo sono ancora, ben quattro sorgenti (Vetere, Fontana della Volpe, del Lauro, Setteacque), punti di risorgiva, un laghetto e ben tre corsi d’acqua (canale Rezzola, Vetere e Pedemontano). La zona presenta una vegetazione ricca di specie vegetali ripariali e igrofile e ospita decine di specie animali abituali frequentatori di zone umide.

Un luogo ricco di bellezza ed importanza naturalistica che, nel corso degli anni, è stato messo in ginocchio. Si è iniziato con la deturpazione delle sorgenti, con l’impianto in rilevato di enormi e orribili tubi da parte del Consorzio di bonifica; successivamente è stato costruito qualche capannone industriale, sono state allargate le strade e ne sono state costruite delle altre; sono stati cementati grandissimi piazzali e installati gli impianti di illuminazione. Insomma: tutto ciò che è giusto fare in un’area industriale degna di questo nome, non certo in un sito di grande rilevanza naturalistica. La zona è stata arricchita, nel tempo, da un grande impianto per la raccolta di rifiuti inerti di origine edile e da un deposito e centro di smistamento e stoccaggio di tutti i rifiuti raccolti nella città, con il rischio che le acque di origine piovana, di dilavamento o di percolazione possano raggiungere i canali limitrofi.

In definitiva, l’ambito territoriale di Pantanello è un sito, dal punto di vista ambientale, del tutto compromesso, anche se non mancano, qua e là, residuali sprazzi di una naturalità ormai in disarmo, soprattutto nella parte ad est del Canale Pedemontano in direzione della Sorgente di Vetere.    

Ad un paio di km di distanza da Pantanello vi è l’ex discarica di Quarto Iannotta, una vera bomba ecologica, in cui i rifiuti indifferenziati sono stati accumulati per anni in un terreno permeabile e in cui la falda acquifera è molto superficiale e i percolati hanno continuato ad inquinare le acque che, quando non confluiscono nei canali che alimentano il Lago di Fondi, vengono utilizzate nei terreni circostanti, per irrigare le coltivazioni o abbeverare il bestiame.

Spostandosi da suddetta zona, purtroppo, la situazione non cambia. Ad esempio, nella maggior parte dei corsi d’acqua che si originano non lontano dal centro abitato e che, dopo poche decine di metri, diventano delle fogne a cielo aperto, come i torrenti che nascono dalle sorgenti di Settecannelle e di Capodacqua. Nei pressi di questi fiumiciattoli sembra che vengano stoccati a terra, e senza alcuna protezione, rifiuti speciali, che puntualmente indirizzano il pericoloso percolato nelle acque correnti sottostanti. Tra l’altro, poche decine di metri più avanti, delle ignare signore, alla faccia dell’igiene e della salute pubblica, abitualmente lavano il loro bucato nelle stesse inquinate acque. Nelle giornate ventose, molti rifiuti finiscono nel corso d’acqua che trae origine da Capodacqua e che costeggia il mercato domenicale, per poi raggiungere il Lago.

Mentre tutto ciò avviene, e nella maggior parte dei casi stiamo parlando di cattiva gestione dei rifiuti urbani e speciali nessuno mai parla o protesta, a parte il solito gruppetto di ambientalisti.

È giusto preoccuparsi e analizzare tutti i pro e contro riguardanti una possibile realizzazione di un centro di stoccaggio dei rifiuti inerti. Tra tutte le cose elencate, però, questa è di gran lunga la meno impattante.

Ieri (mercoledì, ndr), quindi, il Consiglio Comunale ha espresso in maniera unanime la contrarietà al centro di stoccaggio, perché ritiene fondamentale preservare tutti gli aspetti paesaggistici, ma la vera sfida inizia oggi, perché non ci può essere giustizia sociale senza giustizia ecologica. E la giustizia ecologica passa inevitabilmente dalla creazione di una programmazione ambientale seria che, speriamo, sia possibile realizzare unitariamente con tutte le forze politiche.”

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