Le offese e i voti, il consiglio comunale di Fondi fa notizia anche quando è “unanime”

Le offese e i voti, il consiglio comunale di Fondi fa notizia anche quando è “unanime”

Doveva essere il consiglio comunale del voto trasversale sul “no” alla discarica a Fondi così come proposto dal presidente dalla Provincia alla conferenza dei sindaci nelle scorse settimane, ma incredibilmente oltre al voto unanime che pur c’è stato sul punto specifico, si è consumato anche altro, segno che non è proprio un clima idilliaco quello tra le istituzioni locali.

Nel consiglio comunale di ieri, il momento probabilmente più basso si è consumato sull’ennesimo battibecco a suon di insulti tra il presidente del consiglio comunale ed ex candidato a sindaco Giulio Mastrobattista e colui che rappresenta la compagine più ampia dell’opposizione Luigi Parisella.

I due non sono nuovi ai battibecchi in sede di consiglio e di conferenza dei capigruppo, della serie che le telecamere non fanno la differenza, ma l’hanno fatta in seno al consiglio comunale dove le sedute vanno in diretta streaming e rimangono caricate on line e dove, nel bel mezzo della discussione sulla questione dei rifiuti, si può notare la sfuriata del presidente del consiglio Mastrobattista contro Parisella che, si sente dire qualcosa (ma a microfono spento).

In foto Giulio Mastrobattista e Luigi Parisella

«Ce l’ha con me?» ripete per ben tre volte Mastrobattista – anche lui a microfono spento – interrompendo il discorso del sindaco Maschietto e riprendendo con un’accusa pesante rivolta a Parisella: «Si deve vergognare per quello che ha detto!». Parisella dal canto suo prova a replicare, ancora a microfoni spenti, «faccia parlare il sindaco», ma a quel punto Mastrobattista riprendendo il microfono che aveva concesso al primo cittadino tuona: «Segretaria metta a verbale che il consigliere Parisella rivolgendosi al presidente del consiglio ha detto “scemo di m****a”». Ancora Mastrobattista dopo aver alzato la voce e riproposto un durissimo nuovo «si vergogni!», torna a rivolgendosi alla segretaria: «lo metta a verbale» per poi indicare proprio l’esponente dell’opposizione e accusare: «La diffido consigliere Parisella ad utilizzare per il futuro queste dichiarazioni» per poi concludere, rivolgendosi alla segretaria: «Invii subito gli atti al Prefetto».

Un teatrino degno più ad una sala di un bar neppure troppo rinomato – che ieri a quell’ora sarebbe tra l’altro stato chiuso per le misure di contenimento da Covid-19 – che ad un’aula istituzionale in cui si discutevano ed approvavano questioni importanti, vedendo il voto unanime proprio sul punto della discarica, ma anche sulla mozione bipartisan per aderire all’iniziativa “Facciamo luce sull’endometriosi”.

Ma se c’è stata – almeno secondo quanto messo a verbale – la caduta di stile di Parisella, anche lo stesso presidente del consiglio è “inciampato” in un’altra poco elegante uscita che potrebbe avere ripercussioni più fuori che dentro l’aula consiliare e parliamo dell’espressione, poco gradevole, rivolta al sindaco di Aprilia Antonio Terra e al presidente della Provincia di Latina e sindaco di Pontinia Carlo Medici. Entrambi, sono stati definiti dal presidente del consiglio comunale di Fondi, «uomini che politicamente parlando, con tutto il rispetto, valgono poco».

Un’accusa politica che, seppur legittima, poco ha a che vedere con il “garbo istituzionale” che di solito accompagna le istituzioni dei vari Enti che, non è escluso possano avere da ridire sulle parole proprio di Mastrobattista.

In realtà sembra che da Fondi capita spesso che le uscite infelici mettano a repentaglio possibili rapporti istituzionali o di “vicinato”, come era capitato all’attuale sindaco Maschietto quando in un dibattito pubblico in campagna elettorale su una frase sulla “mafia” nel territorio aveva chiamato in causa la città di Terracina, che attraverso la sua analoga Roberta Tintari aveva fatto sapere di non aver gradito. Ma lì si era in campagna elettorale, sembrava tutto più tollerabile, adesso, mentre la pandemia torna a mordere la politica vota sì all’unanimità ma finisce per discutere e poi lasciarsi andare ad “uscite infelici” un po’ su tutto.

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