Covid, studenti e famiglie snobbano la campagna di prevenzione

Covid, studenti e famiglie snobbano la campagna di prevenzione

Tutti a chiedere di mettere le scuole in sicurezza, di interrompere la Dad ma di effettuare le lezioni in presenza con le massime garanzie contro il virus, di fare prevenzione, e poi quando si tratta di sottoporsi a un tampone tutti o quasi, studenti e famiglie, che ignorano completamente lo screening.

Sono state investite ingenti risorse da parte della Regione per una campagna di controlli sulla popolazione scolastica durante le festività natalizie, in vista della riapertura degli istituti scolastici, comprese le superiori, e la Asl di Latina è partita anche in anticipo rispetto al resto della regione, il 28 dicembre.

Su una popolazione scolastica, tra studenti e personale, di 23.420 persone, in provincia ai test si sono però sottoposti solo in tremila, meno del l’13%.

Un flop. E soprattutto un’arma in meno contro il Covid.

Combattere così il virus è difficile e quanto emerso di recente a Sabaudia, dove la sindaca ha chiuso tutte le scuole davanti all’aumento dei contagi, mostra che più di qualcosa non sta andando per il verso giusto.

La città delle dune ha infatti pochissimo pendolarismo scolastico e dunque il problema dei contagi va oltre l’utilizzo dei mezzi di trasporto da parte degli studenti.

Ma c’è di più. A Sabaudia il focolaio è stato scoperto in una scuola elementare, dove dunque non ci sono particolari problemi legati ai trasporti. E lo stesso sta accadendo nel resto della provincia.

Tra l’8 e il 21 gennaio sono infatti stati trovati positivi 194 bambini di età inferiore ai 14 anni, 131 tra i 14 e i 18 e 59 tra insegnanti e altro personale scolastico, per un totale di 384 casi.

Senza contare che durante le festività natalizie i casi di nuovi positivi nella popolazione scolastica, con gli istituti chiusi e dunque senza il rischio che i contagi avvenissero all’interno degli stessi, sono stati 400.

Il sospetto tra chi si occupa dei tracciamenti è dunque che il virus si diffonda fuori dalla scuola, nell’ambito delle attività svolte soprattutto dai più piccoli, e che poi lo stesso virus venga portato all’interno degli istituti scolastici.

Sarà arduo procedendo in tal modo garantire scuole aperte e sicure.

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