Operazione anni 2000, interviene anche la consigliera regionale Pernarella

Operazione anni 2000, interviene anche la consigliera regionale Pernarella

La consigliera della Regione Lazio, onorevole Gaia Pernarella (M5S), interviene a seguito degli arresti nel sud del Lazio nell’operazione “Anni 2000“, con un monito: “Si torni a investire sul territorio”

“Eliminata grazie agli organi investigativi la “malerba” criminale che ha infestato il Basso Lazio nei territori di Castelforte, Santi Cosma e Damiano e Minturno, auspichiamo che ora si investa con maggiore coraggio in questa parte di territorio economicamente depressa ma ricca di risorse e di storia”. Così Gaia Pernarella, consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, interviene il giorno dopo l’operazione che ha portato all’arresto di diciannove persone per associazione per delinquere di tipo mafioso, associazione finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, detenzione illegale di armi comuni da sparo, estorsione, rapina, danneggiamento e incendio. “Le Istituzioni non possono voltarsi dall’altra parte – sottolinea Pernarella –, ma devono camminare affianco ai cittadini, ascoltarli, aiutarli. Cito ad esempio come per anni si sia dibattuto di uno sviluppo dell’area termale di Suio senza riuscire a fare nulla di concreto per coloro i quali la abitano e che negli anni hanno perso sempre più la speranza che qualcosa potesse realmente cambiare, minacciati finanche da colpi di arma da fuoco contro le proprie abitazioni come peraltro nell’inchiesta viene descritto: un degrado evidente di cui ci si rende conto anche visivamente quando si attraversa il territorio tra alberghi abbandonati e strutture fatiscenti. Un “mondo” che nel febbraio del 2019 portammo all’attenzione della Commissione Antimafia regionale chiamando in audizione proprio i Sindaci di quel territorio e da cui emerse, fatto salvo il coraggioso intervento dell’ex Sindaca di Formia Paola Villa che fece nomi e cognomi delle famiglie criminali operanti sul territorio, una generale minimizzazione dei fenomeni ma anche l’esigenza di forze dell’ordine specializzate e di una maggiore attenzione investigativa. Se ora le istituzioni non daranno fiducia a quella parte di cittadini sani, la maggior parte, costretta da criminali violenti e spietati a vivere per anni nella paura – conclude Pernarella -, allora nemmeno questa nuova operazione della Direzione Investigativa Antimafia, peraltro condotta contro clan già innumerevoli volte menzionati nei rapporti semestrali delle Autorità, sarà servita a qualcosa”.

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