Formia, dopo l’esplosione della condotta idrica, insorgono le associazioni

Formia, dopo l’esplosione della condotta idrica, insorgono le associazioni

“La conduttura principale della Città, quella sita in Via Lavanga per intenderci, è esplosa questa mattina (ieri, 20 gennaio mattina, n.d.r.) lasciando a secco i cittadini e le cittadine fino al tardo pomeriggio. Un tratto di circa 70 cm si è letteralmente polverizzato facendo fuoriuscire litri e litri di acqua prima che la società interrompesse il flusso.

Non sono stati sufficienti dei manicotti perché la condotta presentava lesioni che proseguivano in ambo i sensi e quindi si è dovuto sostituire un importante tratto di circa 6 mt. Gente senza acqua per un’altra giornata; traffico deviato in una città già congestionata; la seconda arteria di Formia impraticabile anche a piedi; disagi per chi doveva recarsi o scendere dalla stazione ferroviaria; addirittura difficoltà per il 118 giunto a prelevare una signora che si è sentita male;

Questo il bilancio di una sola giornata della gestione raccapricciante di Acqualatina S.p.A.”.

Così, in un comunicato congiunto, sono insorte l’Associazione Comunità del Lazio Meridionale e delle Isole Pontine, il Laboratorio Socio Politico S. Giacomo, il Sudpontino Socialforum e l’Associazione “La Barba di Giove”.

Quella dei primi giorni di gennaio 2021 invece ci dice che su 20 giorni i formiani e le formiane hanno avuto, senza problemi, acqua nelle loro case per soli 4 giorni.

Certo gli operai inviati hanno lavorato in maniera alacre; certo c’erano le autobotti posizionate qua e là…

Ma possiamo dirci per ciò solo soddisfatti? Quanta gente che ha avuto necessità di acqua si è recata alle autobotti? Poche decine in tutta la città. Perché? Perché di solito le persone più svantaggiate per età e/o condizioni di salute non hanno un’auto per raggiungere l’autobotte; perché non hanno le forze per caricarsi almeno un paio di taniche; perché portandoti a casa due taniche non hai mica risolto il problema del tuo fabbisogno familiare di acqua….

Ma davvero Acqualatina S.p.A. pensa che ci siamo abituati o forse rassegnati? Ma davvero i dirigenti pensano che continueranno a farla franca fino alla scadenza del contratto di gestione?

E dove sono finiti i soldi dell’emergenza idrica? Quelli per intenderci che dovevano servire, secondo il Piano approvato, per il Sud Pontino, ad un’accelerazione del progetto di recupero Dispersioni Fisiche, alla sostituzione di reti idriche e alla mappatura delle reti del Sud Pontino, in II lotti e la sostituzione delle reti idriche per mantenimento rendimento reale (cfr. Allegato alla Delibera ATO4 12/2017).

Sono state mappate le reti? Quanti e quali tratti sono stati sostituiti? Il piano del recupero delle dispersioni a che punto è?

Purtroppo nulla di tutto questo è dato conoscere perché la comunicazione di Acqualatina è sempre molto fumosa e approssimativa. Nulla si evince dal sito istituzionale ove vengono caricate notizie sporadiche, generiche e insufficienti. Nulla si evince dal sito dell’ATO4 fermo al 2018! In questo imbarazzante “sistema”, va registrata anche l’inerzia dei Sindaci dell’ATO4 (che, benché più volte sollecitati dalle forze civiche), non hanno ancora ritenuto di chiedere una ispezione amministrativa della società”.

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