Un laboratorio di “ingegneria” fiscale, l’indagine della Guardia di Finanza

Un laboratorio di “ingegneria” fiscale, l’indagine della Guardia di Finanza

Da Brescia a Terracina, l’operazione del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria e la Tenenza di Pisogne della Guardia di Finanza di Brescia arriva anche in provincia di Latina. Stando alle prime indiscrezioni la Guardia di Finanza di Terracina avrebbe eseguito due misure cautelari nei confronti di altrettanti professionisti a Terracina. Nell’ambito dell’ operazione scattata ieri a livello nazionale è stata seguita  un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari di Brescia, nei confronti di 26 indagati per i reati di associazione per delinquere finalizzata all’evasione fiscale (indebite compensazioni), al riciclaggio ed autoriciclaggio, di cui 8 indagati sono sottoposti a misura cautelare di custodia in carcere, 16 indagati sono sottoposti agli arresti domiciliari e due a misure interdittive.

Sono stati  sequestrati beni frutto “di proventi illeciti per oltre 21 milioni di euro. Attività illecite della specie, oltre a recare un grave danno all’erario, soprattutto in un periodo come quello attuale, ove le risorse pubbliche vengono destinate, in particolare, alla tutela della salute dei cittadini e alla ripresa economica del Paese, generano ripercussioni negative sul funzionamento dei mercati e dannosi effetti di concorrenza sleale. un complesso e articolato sistema volto alla creazione di falsi crediti tributari per diversi milioni di euro, che venivano ceduti ai clienti dietro il pagamento di un corrispettivo, al fine di compensare i debiti da loro maturati verso l’erario.

Le investigazioni dirette dalla locale Autorità Giudiziaria fanno seguito ad un’altra operazione di polizia giudiziaria, denominata “Evasione continua”, che, nel febbraio 2020, aveva portato all’arresto di 22 soggetti, disarticolando un similare sodalizio criminale volto alla perpetrazione di frodi fiscali. L’attività investigativa, che ha visto il coinvolgimento di 104 persone fisiche e 126 società (tra “cartiere” e imprese realmente operanti) con sede in diverse province italiane (Brescia, Bergamo, Milano, Monza-Brianza, Torino, Pavia, Alessandria, Parma, Genova, Firenze, Roma, Latina, Salerno, Bari, Trapani), ha consentito di ricostruire il meccanismo illecito ideato e realizzato da professionisti bresciani, incentrato su un sistema di emissione di false fatture, ricorrendo a numerose società “cartiere” italiane e straniere, che ha permesso di creare crediti IVA e di ricerca e sviluppo, poi utilizzati da clienti consapevoli per compensare i propri debiti tributari”.

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