Covid, ritorno a scuola con sciopero. I rappresentanti degli studenti dal Prefetto

Covid, ritorno a scuola con sciopero. I rappresentanti degli studenti dal Prefetto

Un rientro a scuola con protesta anche per gli studenti delle scuole superiori della provincia di Latina, quello di lunedì: hanno scioperato a migliaia, sostenendo innanzitutto la mancanza di sicurezza del ritorno tra i banchi. 

“Ci hanno tenuto in Dad – recita una nota condivisa  – quando ancora eravamo in zona gialla, costringendoci ad una didattica mutilata e pretendono di riaprire le scuole, ora che la situazione si è aggravata, subito dopo le feste, con un grande rialzo dei contagi e quasi tutte le regioni in zona arancione o rossa. La situazione dei trasporti non è affatto migliorata e le corse continuano ad essere insufficienti. Gli orari scaglionati stravolgono la routine di studenti e insegnanti, costringendo i pendolari ad uscire di casa molto presto e rientrare molto tardi, perché ci sono fasce orarie interamente scoperte.

Insomma, i problemi sono sempre gli stessi e sono sempre irrisolti, ci sembra di essere presi in giro. Ci sono stati mesi per pianificare un rientro sicuro a scuola, invece questo crea più disagi che soluzioni. Adesso, noi studenti prendiamo posizione, perché vogliamo certezze. Facciamo appello a tutti gli insegnanti per unirsi alla nostra protesta, in quanto vivono i nostri stessi disagi e problemi”.

“Un rientro troppo poco pianificato”, rimarca la Consulta provinciale degli studenti. “Le misure prese, se da una parte non sono sufficienti a mantenere la sicurezza, dall’altra mettono persino più in difficoltà gli studenti”. Nel pomeriggio il Prefetto Falco ha incontrato i rappresentanti della Consulta degli studenti e due rappresentanti d’istituto del liceo scientifico Majorana e liceo classico Dante Alighieri.

La fotogallery da Fondi 

“Gli studenti, nell’apprezzare la possibilità di un confronto stabile offerta dal Prefetto, esponevano i punti problematici che hanno determinato lo stato di agitazione e lo sciopero della giornata odierna.  Hanno evidenziato il timore, generalmente diffuso, che la ripresa della didattica in presenza possa causare un incremento dei casi di positività”, spiegano dalla Prefettura di Latina. “Particolarmente sentito è anche il disagio consequenziale alla previsione del doppio orario di entrata e di uscita da scuola, soprattutto per gli studenti pendolari che talvolta si trovano nella condizione di rientrare a casa ad orari serali molto tardivi. Tali disagi e diffusi timori, viene evidenziato, rendono plausibile che alcuni istituti possano determinarsi per la prosecuzione della protesta.

Viene comunque riportato che, in ogni caso, presupposto essenziale per una seria ed efficace ripresa della didattica in presenza non può prescindere dal pieno funzionamento degli impianti di riscaldamento delle scuole e la predisposizione di opportuni servizi di mensa o di fornitura di conforti alimentari, soprattutto per gli studenti che debbono affrontare un prolungamento degli orari. Viene tuttavia espresso un generale apprezzamento, da parte degli studenti, per la soluzione adottata da molti comuni, tra cui quello di Latina, di predisporre un sistema di trasporti dedicati dalle stazioni ferroviarie agli studenti scolastici.

Il Prefetto, nell’ascoltare con attenzione le argomentazioni proposte dagli studenti, e nel garantire la disponibilità ad un costante e costruttivo dialogo, raccomanda in ogni caso ai ragazzi l’importanza che eventuali manifestazioni di protesta avvengano sempre nel rispetto delle norme di sicurezza per la prevenzione dei contagi da Covid-19, in particolare l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale e il rispetto degli opportuni distanziamenti. Inoltre, sottolinea l’importanza di una attività di sensibilizzazione, tra gli studenti medesimi, per la fruizione dell’opportunità offerta dalla Ausl di effettuare tamponi rapidi tra l’altro presso le strutture dedicate poste fuori dalle scuole. Opportunità, quest’ultima, che può essere un’efficace strumento di prevenzione dei contagi, ma che ancora fa registrare una scarsa partecipazione dell’utenza giovanile”.

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