Autostrada Roma-Latina e bretella Cisterna-Valmontone: “Una sconfitta”

Autostrada Roma-Latina e bretella Cisterna-Valmontone: “Una sconfitta”

Lo spostamento dell’asse temporale per la realizzazione della Roma-Latina e della bretella Cisterna Valmontone tra il 2025 e il 2030 rappresenta una sconfitta assoluta per lo sviluppo della mobilità, dell’economia e delle imprese del Lazio e della provincia di Latina. Si tratta di due opere che dovevano essere realizzate già oltre venti anni fa e su cui è inaccettabile qualsiasi ulteriore ritardo”. Lo dichiara in una nota il capogruppo di Forza Italia in consiglio regionale del Lazio e presidente della commissione regionale sanità, il pontino Giuseppe Simeone.

“La Regione Lazio, il presidente Zingaretti in primis, ha annunciato il nuovo piano della mobilità della regione come un atto rivoluzionario in cui sono previsti e programmati interventi strategici per la crescita dei territori. Un piano complesso di oltre mille pagine in cui si parla in punta di penna di interscambi, di rilevazione delle criticità dei sistemi portuali, di trasporto pubblico locale, infrastrutturale ed aeroportuale. Il tutto gettato, tra ambizioni e ipotesi, al vento a causa delle tempistiche previste. La Roma-Latina deve entrare in cantiere oggi, non basta dire che è un’opera prioritaria ma bisogna mettere in campo tutti gli atti consequenziali e operativi necessari a realizzarla.  Sono anni che quest’opera tra revisioni e aggiustamenti, che si inseriscono in un percorso già complesso legato a corsi e ricorsi continui nelle aule dei tribunali, è in balia degli eventi.  Il risultato – continua Simeone – è che l’economia di interi territori è condannata ad una morte lenta quanto inesorabile a causa della mancanza di collegamenti rapidi e sicuri con la Capitale e con il resto del Lazio e dell’Italia, che i cittadini sono costretti ogni giorno a confrontarsi con una strada come la Pontina segnata solo da disagi e incidenti quotidiani, alcuni anche mortali, che ne mettono a rischio costantemente l’incolumità. Tutti elementi che Zingaretti e la sua giunta conoscono alla perfezione tanto che li hanno inseriti nelle premesse del piano. Peccato che come al solito non siano stati in grado di mostrare quel coraggio e quella determinazione che lo sviluppo del Lazio, i cittadini e le aziende che ancora riescono, solo grazie alla forza ed al sacrificio degli imprenditori, a sopravvivere, richiedono. Zingaretti ha detto che il piano è stato costruito sulla base delle esigenze dei territori e ascoltando i cittadini, probabilmente quelli di un’altra regione altrimenti la data prevista per l’inizio dei lavori sarebbe stata quella del 2021 non certo tra cinque anni”.

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