88° anniversario dell’inaugurazione di Latina, il discorso del Sindaco

88° anniversario dell’inaugurazione di Latina, il discorso del Sindaco

Leggiamo e pubblichiamo il discorso del sindaco di Latina in occasione 88° anniversario dell’inaugurazione della Città.

“Care concittadine e cari concittadini,

oggi celebriamo l’ottantottesimo anniversario dell’inaugurazione della nostra città, una data importante a cui dedicare il tempo delle riflessioni e dei bilanci.

Avrei voluto che questa occasione fosse il momento per tracciare le linee dell’anno appena trascorso e dei quasi cinque anni di questa amministrazione, ma l’emergenza Covid, che sta mettendo a dura prova ognuno di noi, la nostra comunità e il nostro intero Paese, non lascia spazio che al doveroso ricordo di chi purtroppo, a causa di questa emergenza, non c’è più. Alle loro famiglie con le mie parole voglio far sentire la vicinanza di tutta la comunità di Latina, perché questa tragedia non ha consentito neanche il diritto di salutare i propri cari con un ultimo abbraccio.

Questo è il momento di ricordare chi sta ancora male, in Ospedale, nella terapia intensiva, o a casa in isolamento. Perché non si debbano sentire soli. Questa malattia oltre a farci sentire la fame d’aria, ci sta togliendo anche la presenza dell’altro facendoci provare il peso della solitudine. Un pensiero speciale va agli anziani, a loro in particolare dobbiamo far sentire la nostra vicinanza. Perché una comunità e l’amministrazione che la guida, trova la sua ragion di essere nella capacità di essere di aiuto a chi rischia di non avere la sua completa autonomia. E lo stesso pensiero vale per chi soffre di disabilità, che sia psichica o fisica.

Ma questo è anche il momento di dire grazie. Un grazie e un abbraccio virtuale a nome di tutta la comunità di Latina.

Grazie a tutto il personale sanitario dell’ospedale Santa Maria Goretti: medici, infermieri, tecnici, ausiliari. Siete le nostre sentinelle, il nostro avamposto, mettete quotidianamente a rischio voi stessi. Voglio in particolare ringraziare i giovani medici, i medici in formazione (gli USCA) e i giovani infermieri che si sono messi a disposizione per dare supporto nella gestione dell’emergenza. Un supporto prezioso e necessario. Questo loro senso di responsabilità unito alla loro energia ed alla loro generosità sono un segnale importante per il futuro del nostro Paese.

Grazie ai medici di medicina generale, al personale del 118, al personale della ASL, ai farmacisti, agli psicologi, agli assistenti, ai fisioterapisti e a tutto il comparto socio-sanitario. Una rete di umanità e professionalità che ha saputo proteggere la nostra comunità, sostenendo chi in quel momento aveva bisogno di cure e di assistenza. Il potenziamento della Medicina del Territorio dovrà rappresentare uno dei cardini dei prossimi investimenti per la sanità del nostro territorio.

Grazie alla Prefettura e alle Forze dell’Ordine per il loro continuo impegno per garantire la sicurezza nella nostra comunità. Sotto tutti gli ambiti.

Grazie al personale di tutti gli uffici, grazie a tutto il personale della pubblica amministrazione. Soprattutto a quegli uffici esposti al pubblico che devono garantire i servizi essenziali, giusto diritto di ogni cittadino.

Grazie al mondo della scuola: docenti, ragazzi/e, personale ATA. Questa esperienza ci ha resi ancora più consapevoli dell’importanza della scuola, della bellezza di vivere momenti di relazione che sono fondamentali per la formazione dei nostri ragazzi. Ora, con la didattica a distanza, docenti e studenti stanno sostenendo uno sforzo enorme per garantire i livelli didattica necessari per l’attività scolastica. Ci auguriamo che con l’inizio del nuovo anno si possa riprendere la didattica in presenza perché è dalla scuola che si deve ripartire.

Grazie a alle commesse e ai commessi dei negozi e dei supermercati, ai riders, alle edicole e a tutti gli esercizi commerciali che, come nella prima ondata della pandemia, ci hanno consentito di soddisfare i nostri bisogni essenziali e anche minimamente effimeri. Agli operatori commerciali della ristorazione e delle palestre, al mondo della piccola e media impresa, ai lavoratori del mondo dello spettacolo e dell’arte va tutta la nostra solidarietà e l’augurio di riprendere il cammino più forti e con il supporto della comunità, delle organizzazioni sindacali, delle associazioni di categoria che devono investire sulle risorse locali per aiutare chi in questo momento sta in difficoltà.

Grazie a tutto il mondo dell’informazione che ci ha aggiornato continuamente, in condizioni di grande difficoltà, sulla situazione sanitaria e socio-economica del nostro territorio.

Grazie ai patronati, ai CAF, alle organizzazioni sindacali.

Grazie ancora a tutto il mondo del volontariato, alla Croce Rossa, alla Protezione Civile, alla Caritas. Il loro supporto durante la pandemia verso le persone più fragili è stato eccezionale. Rappresentano una risorsa per il nostro territorio e per il nostro Paese.

Grazie Latina perché nonostante la pandemia sei riuscita a trovare l’identità che da tempo stavamo cercando. Ed è un’identità che si basa sui valori della solidarietà, della tolleranza e della partecipazione che poi sono principi fondanti della democrazia. Perché questa a Latina. Questa è la Latina che ha saputo cambiare e rinascere, è la Latina città dei diritti che determinazione affronta e risolve i problemi e che mi fa sentire orgoglioso di essere il sindaco della nostra città.

La comunità di Latina ha dato dimostrazione di essere generosa, di essere solidale. Quella solidarietà che significa non lasciare nessuno indietro occupandosi dei più deboli. Perché le grandi calamità inevitabilmente colpiscono più duramente chi è più fragili, noi dobbiamo essere li a tenere unità la nostra comunità difendendola da quelle forze che alimentano il peso delle disuguaglianze sociali per beceri tornaconti elettorali. Diventa più forti quando identifichiamo nuovi diritti da difendere.

La pandemia ha purtroppo accentuato ancor di più le tante fragilità del nostro tessuto sociale, molti sono coloro che hanno bisogno di sostegno e protezione. Penso a chi ha perso il lavoro e a chi deve riconvertire la propria attività per non chiudere, sottolineo di nuovo l’attenzione agli anziani costretti alla solitudine, gli studenti a cui troppo a lungo è stata tolta la presenza in classe sottraendogli quella possibilità di condividere con gli atri il percorso di crescita che porta con sé la costruzione della comunità e tutti quei momenti che formano il bagaglio delle esperienza su cui costruiranno le scelte del futuro. Le donne vittime della cieca ignoranza che porta alla differenza di genere nell’occupazione o nei casi più estremi alla violenza.

Stiamo quindi affrontando una crisi economica e sociale, oltre che sanitaria. Con l’aumento delle disuguaglianze sociali, il disagio è diffuso e richiede una risposta strategica a lungo termine e con nuove protezioni sociali, che ci impone di migliorarci di evolverci per costruire il futuro.

Perché questo, cara Latina, deve diventare il tempo della speranza, il tempo delle opportunità, il tempo della rinascita. L’Europa, e meno male che c’è l’Unione Europea, sta per garantirci enormi risorse, dobbiamo essere bravi nel gestirle. Per questo mi rivolgo a tutte le forze politiche, ai corpi intermedi, ai cittadini e alle cittadine. Il tempo della speranza ci vede tutti coinvolti nella ripartenza della nostra città e del nostro Paese, dobbiamo mettere da parte contrapposizioni, pur nel rispetto della dialettica, per dare tutti insieme le risposte che la nostra gente chiede.

E quindi il tempo della speranza è quello della “Latina connessa”. Connessa dal punto di vista infrastrutturale nel suo collegamento con l’autostrada, con Roma ma anche migliorando e potenziando il collegamento con le rotaie. Latina connessa sempre più smart, attraverso l’innovazione digitale che possa partire proprio dai quartieri della città. Il Nicolosi potrebbe essere un punto di partenza.

Il tempo della speranza è quello della “Latina città universitaria” grazie anche all’avvio del nuovo corso di laurea in Chimica e Tecnica farmaceutica e agli investimenti della “Sapienza”.

Il tempo della speranza è quello della “Latina sostenibile” grazie allo sviluppo di una mobilità leggera con le auto elettriche, la ciclabilità, i monopattini, grazie all’aumento degli spazi pedonali.

Il tempo della speranza è quello della “Latina città dei bambini” perché una città a misura dei bambini è una città di tutti.

Il tempo della speranza è quello della “Latina e i suoi parchi” sempre più verdi e sempre più moderni, da vivere in libertà e in aggregazione quando sarà possibile.

Il tempo della speranza è “Latina anche città di mare” grazie ad una nuova mobilità ed accessibilità.

Il tempo della speranza è quello delle opere finalmente realizzabili: un teatro finalmente agibile, la Casa della Musica, l’ex garage Ruspi, la biblioteca modernamente ristrutturata, il recupero dell’ex Mercato Annonario, la fruibilità di Rio Martino, la ristrutturazione del ponte Mascarello, il nuovo Palazzetto dello Sport, lo skate park e una definitiva regolamentazione della gestione deli impianti sportivi.

Il tempo della speranza è quello dello Latina sempre più virtuosa nell’assistenza sanitaria che sviluppi la Medicina del Territorio utilizzando la tecnologia e che realizzi il nuovo ospedale.

Il tempo della speranza è quello della scuola, dei nostri giovani, della valorizzazione del corpo insegnante, dell’abbattimento del divario digitale, della messa in sicurezza e dell’efficientamento energetico degli edifici scolastici.

E poi il tempo della speranza è quello di sentirci finalmente comunità intorno al bene comune, all’equità, alla solidarietà, al #primalepersone e che nessuno resti solo, alla partecipazione, alla legalità, alla competenza. Una comunità che mi vede orgoglioso di essere in questo momento la vostra guida. Continuerò a spendermi e ad impegnarmi fino all’ultima goccia di sudore, come facevo in campo da capitano della squadra della mia città. La città in cui sono nato e cresciuto e che amo.

Cito Einstein: “ E’ nella crisi che sorge l’inventiva, le scoperte, e le grandi strategie. Chi supera la crisi, supera sé stesso senza essere superato”.

Verrà il tempo degli abbracci e sarà un bel tempo che ci vedrà tutti uniti, consapevoli che sapremo ripartire ancora più coesi e più forti.

Auguri Latina… Forza Latina”

 

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