Nonnismo su un’allieva, a giudizio 8 sergenti dell’Aeronautica

Nonnismo su un’allieva, a giudizio 8 sergenti dell’Aeronautica

Doppio processo per gli otto sergenti del 70° Stormo dell’Aeronautica Militare di Latina accusati di nonnismo dall’ex allieva ufficiale veneziana Giulia Schiff.

Il giudice per l’udienza preliminare del Tribunale militare di Roma ha rinviato a giudizio, con l’accusa di reato continuato di lesione personale, pluriaggravato e in concorso, Andrea Angelelli, di Copertino, Leonardo Facchetti, di Manerbio, Joseph Garzisi, di Patrica, Luca Mignanti, di Montalto di Castro, Matteo Pagliari, di San Severino Marche, Ida Picone, di Vicenza, Andrea Farulli, di Gessate, e Gabriele Onori, di Tivoli, e la prima udienza è fissata per il prossimo 9 marzo.

I pm di Latina, Antonio Sgarrella e Valentina Giammaria, hanno inoltre citato a giudizio gli otto sergenti, ipotizzando il reato di violenza privata, e il processo davanti al Tribunale di Latina inizierà il prossimo 5 novembre.

Secondo gli inquirenti, l’ex allieva, al termine del 124° corso presso l’Accademia militare di Pozzuoli e mentre era aggregata temporaneamente al 70° stormo, il 4 aprile 2018, nel contesto di una sorta di rito di iniziazione denominato “tuffo nella piscina del pingue”, sarebbe stata sollevata da terra, colpita con violenza al fondoschiena utilizzando dei fustelli di legno e presa a pugni.

Gli imputati avrebbero poi fatto battere a Giulia Schiff la testa contro l’ala di un aereo e infine l’avrebbero buttata in piscina nonostante lei si opponesse a quello che l’Aeronautica ha subito definito solo un gesto goliardico.

Denunciato l’episodio, l’ex allieva è inoltre stata espulsa dall’Accademia.

Una ritorsione, secondo la 21enne veneziana, che ha fatto ricorso e presentato un’altra denuncia per mobbing, che ha portato la Procura militare di Napoli a indagare due ufficiali, uno con l’accusa di diffamazione militare e abuso di autorità aggravati e l’altro per ingiuria.

Sull’espulsione, sospesa dal Consiglio di Stato, si deve ora pronunciare il Tar.

“Il giudice ha evidentemente ritenuto che non ci potesse essere il consenso di Giulia al rito posto che ha subito, come da noi evidenziato, circa 100 frustate”, ha sottolineato l’avvocato di parte civile, Massimiliano Strampelli.

You must be logged in to post a comment Login

h24Social