Fondi, morte nella “zona rossa”: 7 anni per omicidio preterintenzionale

Fondi, morte nella “zona rossa”: 7 anni per omicidio preterintenzionale

Non un omicidio volontario, bensì preterintenzionale. Per una pena pari a 7 anni di reclusione, contro i 9 anni e 4 mesi chiesti dal pubblico ministero nell’udienza precedente.

Questa, la sentenza emessa dal Tribunale di Cassino nei confronti di Abdul Majid Khan, il 44enne pakistano imputato per l’uccisione di Emilio Maggiacomo, 69enne di Fondi rinvenuto cadavere il 23 marzo in un terreno di sua proprietà situato al confine tra la città della Piana e Itri, con diverse pesanti lesioni.

Il luogo del ritrovamento del corpo

Il processo di primo grado nei confronti dell’uomo, portato avanti con il rito abbreviato, si è concluso nella tarda mattinata di lunedì.

Accolte di fatto le istanze della difesa di Khan, rappresentata dagli avvocati Maurizio Forte e Angelo Palmieri, che puntava a derubricare l’ipotesi di reato contestata dall’accusa.

I fatti che portarono all’omicidio di Maggiacomo si svolsero nei giorni in cui Fondi venne dichiarata “zona rossa”. E proprio la zona rossa avrebbe avuto un ruolo centrale negli accadimenti: la discussione degenerata nel sangue sarebbe nata dalla ricerca, da parte di Khan, di una strada alternativa per eludere le restrizioni governative.

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