Omicidio nella “zona rossa”: chiesti 9 anni e 4 mesi per Khan

Omicidio nella “zona rossa”: chiesti 9 anni e 4 mesi per Khan

Nel corso dell’udienza tenutasi lunedì davanti il giudice del Tribunale di Cassino Salvatore Scalera, il pubblico ministero Alfredo Mattei ha chiesto una condanna pari a 9 anni e 4 mesi per Abdul Majid Khan, il 44enne arrestato per la morte del 69enne agricoltore fondano Emilio Maggiacomo, avvenuta lo scorso 23 marzo.

L’imputato, nativo del Pakistan e residente dal 1998 nella città della Piana, ieri collegato in videoconferenza dal carcere, è accusato di omicidio volontario. Una contestazione che i difensori, gli avvocati Angelo Palmieri e Maurizio Forte, puntano a derubricare in omicidio colposo. Dato che il processo è stato avviato facendo ricorso al rito abbreviato, la sentenza è attesa entro non molto: sarà emessa il 7 dicembre.

Il luogo del ritrovamento del corpo

Il corpo della vittima venne rinvenuto presso un terreno di sua proprietà localizzato in via Molelle, proprio sul confine tra Itri e Fondi, comune che era stato appena dichiarato “zona rossa” per via dell’emergenza sanitaria da Covid-19. A fare la scioccante scoperta, uno dei figli, avviatosi sul posto perché il genitore non rispondeva più al telefono cellulare.

omicidio Maggiacomo zona rossa

Secondo la tesi formulata dall’accusa nei confronti di Khan, che nel frattempo ha risarcito la famiglia dell’anziano, Maggiacomo fu vittima di una violenta aggressione volta chiaramente a uccidere. Mentre il 44enne si è sempre difeso sostenendo di avergli tolto la vita involontariamente, dopo averlo investito per errore mentre fuggiva dal fondo di via Molelle, in preda al panico perché scambiato per un malintenzionato. Proprio questo presunto equivoco, a detta dell’imputato, la scintilla che ha poi portato alla morte del 69enne, preceduta da un’accesa discussione finita per degenerare.

Molto, nell’esito processuale, peseranno le perizie sulla salma. Su cui vennero riscontrate diverse ferite: per gli accertamenti delegati dalla Procura e dalla famiglia dell’agricoltore, alcune di esse erano da ritenersi incompatibili con l’incidente stradale tratteggiato da Khan; esito opposto, per gli accertamenti disposti in tal senso dalla difesa.

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