Alba Pontina, il processo slitta a causa di un contagio da Covid

Alba Pontina, il processo slitta a causa di un contagio da Covid

Slitta a causa del Covid il processo “Alba Pontina”.

Uno degli imputati è in quarantena dopo il contagio di un familiare e il Tribunale di Latina ha rinviato l’udienza al prossimo 27 dicembre.

I pm Luigia Spinelli e Claudio De Lazzaro hanno intanto chiesto un’integrazione della perizia sulle intercettazioni e dalla prossima udienza verranno esaminati i testimoni della difesa.

In aula dovranno sfilare l’imprenditore Luciano Iannotta, arrestato intanto nell’inchiesta “Dirty Glass”, Antonio Fusco, per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio in un procedimento stralciato dall’indagine principale, Valentina Riccio e l’avvocato Nunziata.

Secondo la Dda di Roma i Di Silvio di Campo Boario avrebbero costituito un’associazione per delinquere di stampo mafioso e un’organizzazione criminale impegnata nel traffico di cocaina, marijuana e hashish, compiendo numerose estorsioni con modalità mafiose ai danni di imprenditori, commercianti, commercialisti e avvocati, infiltrandosi nelle competizioni politiche e ricorrendo a intestazioni fittizie di beni.

Accuse confermate anche in appello per gli imputati che hanno scelto di essere giudicati con rito abbreviato.

Nel processo principale sono invece imputati Armando “Lallà” Di Silvio, presunto capo dell’organizzazione criminale, la moglie Sabina “Purì” De Rosa, Federico Arcieri detto “Ico”, Angela detta “Stella”, Genoveffa Sara e Giulia Di Silvio, Francesca “Gioia” De Rosa, e Tiziano Cesari.

Un processo scaturito dalle indagini svolte dalla quadra mobile di Latina e che poggia, tra l’altro, su numerose intercettazioni, testimonianze e dichiarazioni dei collaboratori di giustizia Renato Pugliese, figlio di Costantino Cha Cha Di Silvio, a capo dell’organizzazione criminale sgominata con l’inchiesta Dont’ Touch, e Agostino Riccardo.

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