Emergenza Covid, Bianchi: Utilizzare gli ospedali di Cori, Sezze e Priverno

Riaprire i vecchio ospedali per realizzare posti letto per i pazienti Covid.

A lanciare la proposta, con una nota diretta al governatore Nicola Zingaretti, all’assessore regionale alla sanità Alessio D’Amato e al direttore generale dell’Asl di Latina, Giorgio Casati, è Tommaso Bianchi, ex sindaco di Cori.


“A causa della recrudescenza del numero dei soggetti infetti da virus COVID-19 – afferma l’ex primo cittadino – l’Asl di Latina, a fronte della saturazione dei posti letto occupati dai pazienti covid positivi, si è organizzata in maniera tale che quotidianamente vengono trasferiti pazienti positivi che necessitano di assistenza o che devono continuare il periodo di quarantena fino alla negativizzazione in ambiente protetto, in strutture private situate in provincia di Latina (albergo Excelsior a Latina Scalo) e fuori provincia comprese quelle di Frosinone, Roma (in particolare la città di Civitavecchia) e financo in quella di Napoli.

Queste strutture sono di proprietà di noti gruppi privati che si occupano di assistenza sanitaria (vedi per esempio l’INI) e che in questo periodo stanno registrando un notevole incremento dei loro profitti prestando assistenza a basso tenore assistenziale fino a semplice assistenza alberghiera ai pazienti covid positivi della provincia di Latina, tutto ciò sarebbe accettabile e praticabile se questa provincia non fosse dotata di strutture ospedaliere chiuse ormai da tanto tempo, ma che potrebbero essere riattivate per assistere queste persone o semplicemente per accoglierle come case albergo per terminare la quarantena”.

L’ex sindaco fa quindi riferimento agli ex ospedali di Cori, Sezze e Priverno.

Bianchi ha così chiesto le motivazioni delle scelte fatte a favore del privato senza considerare minimamente le strutture pubbliche esistenti.

“È da tener conto – ha concluso – che in queste strutture, che vedono la presenza dei PAT, sarebbe possibile anche l’intervento dedicato del personale qualora se ne ravvisasse, in emergenza la necessità”.